Alemanno, Gianni/Alleanza nazionale Ministro dell'Agricoltura del governo Berlusconi, indagato dal Tribunale dei ministri per finanziamenti illeciti (47 mila euro) erogati da Calisto Tanzi (Parmalat) alla sua rivista "Area". Tanzi aveva interesse a "ringraziare" il ministro, perché il latte Parmalat "Fresco Blu" aveva avuto il permesso ministeriale di essere venduto come latte fresco. Alemanno passò inoltre con moglie e figlio il capodanno 2003 a Zanzibar, in un villaggio Parmatour, di proprietà di Tanzi. Pagò il conto solo molto tempo dopo, quando la vicenda fu raccontata dai giornali.
Andò, Salvo/Rosa nel pugno Ministro socialista ai tempi della Prima Repubblica. Fu processato a Catania, con l'accusa di voto di scambio con il clan mafioso Santapaola. È stato assolto. Per le vicende di corruzione, invece (tangenti sul centro fieristico catanese), È stato salvato dalla prescrizione. Oggi ritorna alla politica nello schieramento di centrosinistra.
Benvenuto, Romolo/Margherita Ex verde approdato alla Margherita. Nel 1999 è stato condannato in primo grado per atti di violenza contro la sua compagna. Vicenda poi estinta con un risarcimento. Oggi punta al Parlamento nazionale, conscio che le donne non si toccano neanche con un fiore: a meno che non sia una margherita.
Berlusconi, Silvio/Forza Italia Candidato premier. Fondatore di Forza Italia. Presidente del Consiglio dei ministri nel 1994 e nel 2001. Il suo nome di compare nelle liste della loggia massonica segreta P2: fascicolo 625, numero di tessera 1816, data di iniziazione 26 gennaio 1978. In un'audizione alla commissione parlamentare sulla P2, Berlusconi ammette di essersi iscritto alla P2 all'inizio del 1978 su invito di Gelli. Conferma la sua iscrizione alla loggia al processo P2, nel novembre 1993.
• Nel settembre 1988, invece, in un processo per diffamazione da lui intentato contro alcuni giornalisti, Berlusconi dichiara al giudice:"Non ricordo la data esatta della mia iscrizione alla P2, ricordo che è di poco anteriore allo scandalo". Per questa dichiarazione Berlusconi viene denunciato per falsa testimonianza. Il processo per falsa testimonianza si conclude nel 1990: Berlusconi viene dichiarato colpevole, ma il reato è estinto per intervenuta amnistia.
• Berlusconi fu indagato già dal 1983, nell'ambito di un'inchiesta su droga e riciclaggio: la Guardia di finanza aveva posto sotto controllo i suoi telefoni e scritto nel suo rapporto: «è stato segnalato che il noto Silvio Berlusconi finanzierebbe un intenso traffico di stupefacenti dalla Sicilia, sia in Francia che in altre regioni italiane. Il predetto sarebbe al centro di grosse speculazioni edilizie e opererebbe sulla Costa Smeralda avvalendosi di società di comodo...». L'indagine non accertò nulla di penalmente rilevante e nel 1991 fu archiviata.
• Berlusconi è stato accusato di aver pagato tangenti a ufficiali della Guardia di finanza, per ammorbidire i controlli fiscali su quattro delle sue società. In primo grado è stato condannato a 2 anni e 9 mesi per tutte e quattro le tangenti contestate, senza attenuanti generiche. In appello, la Corte concede le attenuanti generiche: così scatta la prescrizione per tre tangenti. Per la quarta (Telepiù), l'assoluzione è concessa con formula dubitativa, secondo il comma 2 art. 530 cpp. La Cassazione, nell'ottobre 2001, conferma le condanne per i coimputati di Berlusconi Berruti, Sciascia, Nanocchio e Capone (dunque le tangenti sono state pagate), ma assolve Berlusconi per non aver commesso il fatto, seppur richiamando l'insufficienza di prove.
• Per 21 miliardi di finanziamenti illeciti a Bettino Craxi, passati attraverso la società estera All Iberian, in primo grado è condannato a 2 anni e 4 mesi. In appello, a causa dei tempi lunghi del processo scatta la prescrizione del reato. La Cassazione conferma.
• Berlusconi è rinviato a giudizio per aver falsificato i bilanci Fininvest (processo All Iberian 2). Il dibattimento, dopo molte lungaggini e schermaglie procedurali, è iniziato presso il Tribunale di Milano. Ma Berlusconi ha cambiato la legge sul falso in bilancio: il processo è stato sospeso. Intanto è scattata anche la prescrizione.
• Berlusconi è stato indagato (anche sulla base di una voluminosa consulenza fornita dalla Kpmg) per la rete di 64 società e conti off shore del gruppo Fininvest (Fininvest Group B) che, secondo l'accusa, ha finanziato operazioni "riservate" (ha scalato societý quotate in Borsa, come Standa e Rinascente, senza informare la Consob; ha aggirato le leggi antimonopolio tv in Italia e in Spagna, acquisendo il controllo di Telepiù e Telecinco; ha pagato tangenti a partiti politici, come la stecca record di 21 miliardi di lire data a Craxi attraverso la societý All Iberian). La rete occulta della Finivest-ombra ha spostato, tra il 1989 e il 1996, fondi neri per almeno 2 mila miliardi di lire. Per questo Berlusconi è stato chiamato a rispondere di falso in bilancio. Ma nel 2002 ha cambiato la legge sul falso in bilancio, trasformando i suoi reati in semplici illeciti sanabili con una contravvenzione e soprattutto riducendo i tempi di prescrizione del reato (erano 7 anni, aumentabili fino a 15; sono diventati 4). CosÏ il giudice per le indagini preliminari nel febbraio 2003 ha chiuso l'inchiesta: negando l'assoluzione, poichè Berlusconi e i suoi coimputati (il fratello Paolo, il cugino Giancarlo Foscale, Adriano Galliani, Fedele Confalonieri) non possono dirsi innocenti; ma decidendo di prosciogliere tutti i 25 imputati, poichè il tempo per il processo, secondo la nuova legge, è scaduto. La procura ricorre in Cassazione, che all'inizio di luglio 2003 applica per la prima volta il "lodo Maccanico", decidendo la sospensione del processo per Berlusconi.
• Berlusconi è stato rinviato a giudizio per aver deciso il versamento in nero di una decina di miliardi dalle casse del Milan a quelle del Torino calcio, per l'acquisto del calciatore Gianfranco Lentini. Il dibattimento di primo grado si è concluso con la dichiarazione che il reato è prescritto, grazie alla nuova legge di Berlusconi sul falso in bilancio.
• Berlusconi è accusato di comportamenti illeciti nelle operazioni d'acquisto della società Medusa cinematografica, per non aver messo a bilancio 10 miliardi. In primo grado è stato condannato a 1 anno e 4 mesi per falso in bilancio. In appello, assoluzione con formula dubitativa, confermata in Cassazione.
• Berlusconi è accusato di appropriazione indebita, frode fiscale e falso in bilancio per l'acquisto dei terreni intorno alla sua villa di Macherio. In primo grado è assolto dall'appropriazione indebita e dalla frode fiscale. Per i due falsi in bilancio contestati scatta la prescrizione. In appello è confermata l'assoluzione per i due primi reati; è assolto per uno dei due falsi in bilancio, per il secondo si applica l'amnistia.
• Berlusconi è accusato di aver pagato i giudici di Roma per ottenere una decisione a suo favore nel Lodo Mondadori, che doveva decidere la proprietà della casa editrice. Il giudice dell'udienza preliminare Rosario Lupo ha deciso l'archiviazione del caso, con formula dubitativa. La Procura ha fatto ricorso alla Corte d'appello, che nel giugno 2001 ha deciso: per Berlusconi è ipotizzabile il reato di corruzione semplice, e non quello di concorso in corruzione in atti giudiziari; concesse le attenuanti generiche, il reato dunque è prescritto, poiché risale al 1991 e la prescrizione, con le attenuanti genriche, scatta dopo 5 anni. Il giudice ha disposto che restino sotto processo i suoi coimputati Cesare Previti, Giovanni Acampora, Attilio Pacifico e Vittorio Metta.
• Berlusconi è accusato di aver corrotto i giudici durante le operazioni per l'acquisto della Sme. Rinviato a giudizio insieme a Cesare Previti, Renato Squillante e altri. Il processo di primo grado si è celebrato presso il Tribunale di Milano, dopo che la Cassazione ha respinto la richiesta di spostare il processo a Brescia o a Perugia, per legittimo sospetto reintrodotto per legge nell'ottobre 2002. Un'altra legge, il "lodo Maccanico", votata con urgenza nel giugno 2003, impone la sospensione di tutti i processi a cinque alte cariche dello Stato, tra cui il presidente del Consiglio. Ma è stata giudicata incostituzionale dalla Corte costituzionale. Il processo è cosÏ ripreso fino alla sentenza: concesse le attenuenti generiche, il reato è prescritto.
• Berlusconi era accusato di aver indotto la Rai, da presidente del Consiglio, a concordare con la Fininvest i tetti pubblicitari, per ammorbidire la concorrenza. La Procura di Roma, non avendo raccolto prove a sufficienza per il reato di concussione, ha chiesto l'archiviazione, accolta dal Giudice dell'udienza preliminare.
• Berlusconi era accusato di aver pagato tangenti a dirigenti e funzionari del ministero delle Finanze per ridurre l'Iva dal 19 al 4 per cento sulle pay tv e per ottenere rimborsi di favore. La Procura di Roma ha chiesto l'archiviazione, accolta dal Giudice dell'udienza preliminare.
• Le procure di Caltanissetta e Firenze indagano da molti anni sui «mandanti a volto coperto» delle stragi del 1992 (Falcone e Borsellino) e del 1993 (a Firenze, Roma e Milano). Le indagini preliminari sull'eventuale ruolo che Berlusconi e Marcello Dell'Utri possono avere avuto in quelle vicende sono state formalmente chiuse con archiviazioni nel 1998 (Firenze) e nel 2002 (Caltanissetta). Continuano però indagini per concorso in strage contro ignoti e i decreti d'archiviazione hanno parole pesanti nei confronti degli ambienti Fininvest.
• La procura di Palermo ha indagato su Berlusconi per mafia: concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco. Nel 1998 l'indagine è stata archiviata per scadenza dei termini massimi concessi per indagare. Indizi sui rapporti di Berlusconi e Dell'Utri con uomini di Cosa nostra continuano a essere segnalati in molte sentenze.
• Berlusconi, Dell'Utri e altri manager Fininvest, responsabili in Spagna dell'emittente Telecinco, sono accusati di frode fiscale per 100 miliardi e violazione della legge antitrust spagnola. Sono ora in attesa di giudizio su richiesta del giudice istruttore anticorruzione di Madrid, Baltasar Garzon Real. Il giudice Garzon ha chiesto di processare Berlusconi in Italia o di poterlo processare in Spagna. Di fatto, il processo è sospeso.
• Berlusconi e altri manager Fininvest sono indagati a Milano per aver prodotto fondi neri e distratto soldi da Mediaset attraverso meccanismi di compravendita di diritti televisivi. L'indagine è in corso, con le accuse, per Berlusconi, di appropriazione indebita aggravata, frode fiscale e falso in bilancio. E' indagato nuovamente anche per corruzione giudiziaria, per aver versato almeno 600 mila dollari a un testimone, il suo avvocato David Mills, perchè addomesticasse le sue dichiarazioni in un paio di processi milanesi a carico dello stesso Berlusconi.
Berruti, Massimo Maria/Forza Italia Deputato della Repubblica. Eletto nel proporzionale, nelle liste di Forza Italia. Da ufficiale della Guardia di finanza, nel 1979 ebbe la sorte di interrogare un giovane imprenditore emergente di nome Silvio Berlusconi, a proposito della confusa situazione proprietaria e finanziaria della sua società Edilnord. Berlusconi rispose che della Edilnord era soltanto un "semplice consulente". Berruti, nel suo rapporto conclusivo, prese per buona la versione di Berlusconi, permettendo così l'archiviazione dell'accertamento valutario che ipotizzava la dipendenza della Edilnord da società estere. Poi si dimise dalla Guardia di finanza e andò a lavorare per Berlusconi. Prima delle dimissioni, però, fece in tempo a essere arrestato con l'accusa di corruzione nell'ambito dell'inchiesta per lo scandalo Icomec, una storia di tangenti che scoppiò prima di Mani pulite (al processo fu assolto).
• Da consulente Fininvest, invece, è stato di nuovo arrestato, nel 1994, per favoreggiamento a Berlusconi nell'inchiesta sulle tangenti alla Guardia di finanza. Condannato in primo grado (10 mesi) e in appello (8 mesi). Sentenza definitiva, con condanna confermata dalla Cassazione.
• Come avvocato del gruppo Fininvest, ha trattato, fra l'altro, l'acquisto del calciatore Gigi Lentini (poi oggetto di un processo in cui è imputato). Nel gennaio 1994 Berlusconi gli ha affidato l'organizzazione della campagna elettorale di Forza Italia a Sciacca e nella provincia d'Agrigento. Con buoni risultati, tra i quali il coinvolgimento di Salvatore Bono (cognato del boss dell'Agrigentino Salvatore Di Gangi) e di Salvatore Monteleone, arrestato nel 1993 per concorso in associazione a delinquere di stampo mafioso e diventato, appena uscito dal carcere, referente di Forza Italia a Montevago. Per i suoi servizi, Berruti e stato premiato con un posto in Parlamento già dal 1996. Con il Berruti avvocato e poi politico, convive il Berruti uomo d'affari: in Sicilia possedeva una societa, la Xacplast, che un rapporto dei carabinieri indicava come partecipata da uomini d'onore delle famiglie mafiose di Sciacca. Il collaboratore di giustizia Angelo Siino ha parlato anche di un incontro tra Berruti e il boss Nino Gioè, proprio nel periodo di progettazione delle stragi del 1992-93.
Biondi, Alfredo/Forza Italia Avvocato, ex deputato liberale, ex ministro della Giustizia nel primo governo Berlusconi (quando tentò, invano, di far passare il famoso "decreto salvaladri"). Nel 1998 ha patteggiato la pena di 2 mesi di arresto e 6 milioni di multa per frode fiscale (reato poi depenalizzato): aveva evaso le tasse su parcelle professionali per quasi 1 miliardo.
Bossi, Umberto/Lega nord Fondatore e leader della Lega. Ministro per le riforme nel secondo governo Berlusconi. Ha precedenti penali per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, ai quali somma il vilipendio alla bandiera. Ha detto in pubblici comizi che lui con il tricolore «si pulisce il culo» (e poi criticano quelli che nei cortei bruciano le bandiere americane...). Dalla procura di Verona è stato indagato per attentato all'integritý dello Stato, per presunte attivitý eversive delle ´camicie verdiª. Per uscire da questa situazione, il ministro della Giustizia Castelli e altri esponenti della maggioranza hanno presentato proposte di leggi su misura per depenalizzare i reati commessi da Bossi e amici. Ma il leader indiscusso del Carroccio è stato condannato, con sentenza definitiva confermata dalla Cassazione, anche per tangenti: 8 mesi al processo per la maxitangente Enimont, per un contributo di 200 milioni regalati da Carlo Sama e incassati dal cassiere Patelli.
Brancher, Aldo/Forza Italia Deputato eletto in Veneto, è stato il regista del nuovo accordo tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, che ha portato la Casa delle libertà alla vittoria elettorale del 2001. Era prete paolino e manager pubblicitario di Famiglia cristiana. Don Aldo, giovane e brillante, era il braccio destro del mitico don Emilio Mammana, che aprì il primo ufficio pubblicità di Famiglia cristiana a Milano, facendo uscire il settimanale dall'ambiente provinciale di Alba e dalle sacrestie. Grazie a don Mammana, Famiglia cristiana divenne uno dei settimanali italiani più venduti e più ricchi di pubblicità. Accanto a don Mammana c'era sempre lui, don Aldo, pretino giovane e spregiudicato, guardato con un po' d'apprensione dalle segretarie, per via dei suoi modi, non proprio da prete fedele al voto di castità.
I soldi che faceva girare erano tanti e il ragazzo era svelto. Forse troppo. Tanto che don Zega, allora direttore di Famiglia cristiana, arrivò ai ferri corti con don Aldo. Sarà per questo, o per una donna che era entrata stabilmente nella sua vita, ma comunque Brancher lasciò i paolini, cambiò vita, abbandonò il sacerdozio. Ma non la pubblicità: divenne collaboratore di Fedele Confalonieri e manager di Publitalia, la concessionaria di pubblicità della Fininvest. "Don Aldo sta facendo carriera", dicevano di lui i suoi vecchi colleghi di Famiglia cristiana.
La carriera sembrò interrompersi nel 1993, quando fu arrestato da Antonio Di Pietro per tangenti (300 milioni al ministro della Sanità Francesco De Lorenzo, per la pubblicità contro l'Aids assegnata dal ministero alle reti Fininvest). è subito ribattezzato "il Greganti della Fininvest" perché in cella non aprì bocca, non raccontò i segreti delle tangenti Fininvest.
Condannato (in appello) a 2 anni e 8 mesi per falso in bilancio e violazione della legge sul finanaziamento ai partiti. In Cassazione il falso in bilancio E' caduto, depenalizzato dal governo di cui faceva parte; il finanziamento Ë caduto in prescrizione. Per la sua fedeltà aziendale fu comunque premiato: divenne responsabile di Forza Italia nel Nord e poi, nel 2001, candidato alla Camera in Veneto, eletto senza problemi e subito nominato da Berlusconi sottosegretario alle Riforme e alla devoluzione. Lavora accanto al neo-ministro Umberto Bossi, che ha convinto ad abbandonare i toni anti-Berlusconi per allearsi nel 2001 con Forza Italia.
Nell'estate 2005 diventa uno dei protagonisti della saga dei Furbetti del quartierino: secondo l'accusa Ë l'ufficiale di collegamento tra il banchiere di Lodi Gianpiero Fiorani e i politici di Roma. » lui a indicare i nomi degli uomini di partito da pagare. Egli stesso (e la sua compagna) riceve generosi fidi dalla Banca popolare di Lodi.
Brigandì, Matteo/Lega nord Era assessore regionale in Piemonte quando fu arrestato (e ora è sotto processo) per una presunta truffa sugli indennizzi alle aziende vittime di un'alluvione.
Buonfiglio, Antonio/Alleanza nazionale Vicecapogabinetto di Gianni Alemanno, è indagato per corruzione nell'inchiesta sui crediti della Federconsorzi.
Calderoli, Roberto/Lega nord Segretario della Lega nord, ha sostituito Umberto Bossi al ministero delle Riforme. Come Bossi, è stato condannato nel 1998, in primo grado, a 8 mesi per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, per aver partecipato ai disordini davanti alla sede della Lega in via Bellerio; è indagato per scontri con la polizia a Brescia; e per attentato all'integritý dello Stato nell'inchiesta di Verona sulle ´camicie verdiª. Con l'esibizione televisiva di una maglietta su cui era riprodotta una vignetta irridente all'Islam, Calderoli ha alimentato le tensioni antioccidentali dei Paesi musulmani.
Cantoni, Giampiero/Forza Italia Banchiere, socialista, fu presidente della Bnl. È stato inquisito e arrestato per corruzione, bancarotta fraudolenta e altri reati. Se l'è cavata con alcuni patteggiamenti (ha patteggiato pene per circa 2 anni e risarcito 800 milioni di lire). È stato poi eletto, nel 2001, senatore della Repubblica nelle liste di Forza Italia in Lombardia. Rieletto nel 2006.
Cardinale, Salvatore/Margherita Ex ministro delle Telecomunicazioni del centrosinistra, poi segretario regionale siciliano della Margherita. Al processo contro Totò Cuffaro, il collaboratore di giustizia Angelo Siino, "ministro dei lavori pubblici" di Cosa nostra, ha raccontato una riunione elettorale nel 1991 con i due Totò, Cuffaro e Cardinale (che allora era deputato Dc). L'incontro si svolse nell'ufficio del capomafia di Villagrazia Angelo Teresi, per preparare le regionali del '91. «C'ero io, Teresi, Santino Pullarà, Cardinale e Cuffaro», racconta l'ex boss, «era appena passato il decreto Andreotti che riportava in carcere i boss del maxiprocesso e io dissi a Cardinale: "Vedi, questi vi dovrebbero sputare in faccia e invece vi abbiamo organizzato tutto questo". Lui rispose vagamente: "Vedremo, vedremo..."».
Caruso, Francesco/Rifondazione comunista Leader del movimento dei disobbedienti, è stato indagato a Cosenza per associazione sovversiva e per diversi reati che sarebbero stati commessi durante manifestazioni di piazza.
Carra, Enzo/Margherita Dopo essere stato portavoce della Dc durante la segreteria di Arnaldo Forlani, oggi è coordinatore della Margherita. Pregiudicato: condannato a 1 anno e 4 mesi per false dichiarazioni al pubblico ministero: mentÏ per cercare di impedire la scoperta della maxitangente Enimont. Per quel reato fu arrestato durante Mani pulite e la sua fotografia in manette divenne un'immagine-simbolo di Tangentopoli. Questo non gli ha impedito di essere candidato già nel 2001 e di diventare deputato della Margherita in Campania.
Catone, Giampiero/Dc-Forza Italia Giampiero Catone, napoletano, 50 anni, è l'uomo che ha nelle sue mani un pezzo della storia della Repubblica: dopo varie peripezie legali, ha ottenuto la proprietà del glorioso scudo crociato, simbolo della Democrazia cristiana. Dopo la morte della Dc si mette all'ombra di Rocco Buttiglione. Lo segue nell'Udc e diventa il suo uomo forte in Abruzzo. Quando poi Buttiglione diventa ministro, Catone è suo capo di gabinetto. È anche direttore del vecchio settimanale della Dc, "La Discussione", portato in eredità all'Udc insieme ai 3 milioni di euro di finanziamenti pubblici all'editoria che il giornale riceve ogni anno. Alle europee del 2004 è riuscito a raccogliere oltre 48 mila voti, quasi 3 mila in più del suo capolista e leader Rocco Buttiglione (anche se non sufficienti a fargli conquistare il seggio).
Quando Buttiglione fu proposto dal governo Berlusconi come commissario europeo alla Giustizia, il curriculum giudiziario del suo braccio destro, il professor Catone (diffuso a Strasburgo da una giornalista italiana, Paola Severini) fu una delle cause della bocciatura del ministro italiano amico dei teo-con. Da un annetto circa, forte del suo simbolo, Catone è passato alla Dc di Gian Franco Rotondi, alleato con il Nuovo Psi di Gianni De Michelis, anche se, per avere la certezza dell'elezione, è inserito nelle liste di Forza Italia in Lombardia. Un seggio, a Roma o a Strasburgo, alla fine lo avrà. Lo vuole per naturale aspirazione politica, ma anche perché gli garantisce l'immunità parlamentare. Utile, specie per chi, come Catone, ha qualche guaio con la giustizia.
Il 9 maggio 2001, a pochi giorni dalle elezioni politiche, Catone (allora candidato con il Ccd) finisce in carcere insieme al fratello e ad altre dodici persone. L'ipotesi di reato della Procura di Roma è associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, falso, false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta pluriaggravata: due bancarotte da 25 miliardi di lire l'una e 12 miliardi di finanziamenti a fondo perduto dal ministero dell'Industria ottenuti * secondo l'accusa * con carte e perizie false, che consentivano alle società amministrate da Catone d'incassare più volte lo stesso contributo per un "polo tessile aquilano" mai esistito. Uno degli episodi contestati riguarda il tentativo messo in atto dal gruppo Catone di acquisire una società (la Iris Moda) nonostante il rifiuto del titolare. Presto fatto: secondo i giudici, il gruppo avrebbe creato un falso amministratore nella documentazione presentata per ottenere il finanziamento. Il ministero dell'Industria, alla fine, scuce 2 miliardi in contanti all'insaputa della società (quella vera).
Catone è anche coinvolto nel fallimento dell'Abatec, azienda di Chieti di cui Catone era amministratore. Avrebbe dovuto produrre macchinari ad alta tecnologia per la lavorazione dei pannolini, ma viene dichiarata fallita dopo un aumento di capitale deliberato prima ancora che fossero sottoscritte le quote sociali. Per non parlare del contorno di spericolate operazioni finanziarie grazie alle scatole cinesi di una manciata di società off shore. Per queste vicende Giampiero Catone ha già collezionato un paio di rinvii a giudizio. In quello per Abatec, il giudice definisce il gruppo all'opera «associazione a delinquere Catone».
Eppure le disavventure non sembrano avergli precluso la carriera. Anzi, Rocco Bottiglione lo promuove prima responsabile della segreteria politica, quindi capo segreteria del ministero delle Politiche Comunitarie; poi, nel novembre 2002, viene eletto (in Abruzzo) primo segretario regionale della neonata Udc. Sempre nel 2002, un decreto del governo Berlusconi a firma Gianni Letta istituisce una "struttura di missione" tutta per lui, con l'incarico di studiare il contenzioso tra governo italiano e Unione europea. Durante il semestre di presidenza italiana Ue, Catone coordina l'azione dell'esecutivo. Ma l'incarico che sembra calzargli a pennello, vista l'esperienza maturata in patria, è quello di presidente del Progetto comunitario "Pon/Atas" «per il corretto utilizzo dei fondi strutturali destinati alle Regioni», struttura decisiva per ottenere finanziamenti dall'Unione europea.
Come mai la giornalista romana Paola Severini (ex moglie del ministro del primo governo Berlusconi Antonio Guidi) aveva inviato a tutti gli eurodeputati un dossier pubblico sulle imprese di Catone? Perché lo aveva conosciuto molto da vicino. Severini aveva infatti fondato nel 1996 "Angeli", rivista di cultura sociale, che era poi cresciuta come cooperativa sociale in cui lavoravano soprattutto disabili e che progettava di diventare quotidiano: "Quotidiano sociale", un prodotto di servizio per le famiglie con figli disabili. Nel 2001 era entrato nella cooperativa Ugo Rossolillo, segnalato dall'ufficio editoria della presidenza del Consiglio. Suo compito avrebbe dovuto essere quello di curare le pratiche di finanziamento pubblico. Peccato che Rossolillo non fosse affatto un commercialista, non fosse neppure laureato, né un consulente del lavoro: in compenso era un dipendente di Giampiero Catone.
Alla ricerca di finanziamenti per lanciare il "Quotidiano sociale", Paola Severini riceve la telefonata di un amico, Rocco Buttiglione: «So che stai cercando finanziamenti. Ho un amico che produce pannolini e a cui farebbero comodo spazi pubblicitari su una pubblicazione come la tua e sarebbe interessato a investire». Chi è l'amico di Buttiglione? Giampiero Catone, of course. E la ditta di pannolini? L'Abatec, una di quelle bancarotte per cui il capogabinetto del ministro era finito in galera un paio d'anni prima. Ma questo Buttiglione non lo dice. Dice invece che Catone «è un buon cattolico» e che può portare contributi pubblici, a patto che la fondatrice di "Angeli" si accontenti della direzione editoriale e della minoranza nella cooperativa. Severini accetta e in un paio di mesi, nel 2004, è cacciata dalla sua cooperativa. Grazie agli uffici del finto commercialista Rossolillo spuntano falsi libri sociali e verbali contraffatti.
Da allora il "Quotidiano sociale" è nelle mani di Giampiero Catone, che, licenziata la fondatrice, non assume nemmeno i disabili ma riempie la redazione di amici, facendo un travaso di dipendenti dalla "Discussione" (Franco Insardà, Emilio Gioventù, Ivan Mazzoletti). Il "Quotidiano sociale" non ha mai visto la luce, ma un risultato Catone lo ha comunque portato a casa: ha ugualmente incassato i contributi pubblici. La sua specialità.
Cesa, Lorenzo/Udc Arrestato nel 1993 dopo un periodo di latitanza, viene condannato nel 2001 con l'ex ministro Gianni Prandini a 3 anni e 3 mesi per corruzione: ha ammesso tangenti da centinaia di milioni per appalti Anas. Ma nel 2003 la Corte d'appello di Roma annulla la condanna per un vizio tecnico: il pm aveva svolto funzione di gup. Così scatta la prescrizione. Questo non impedisce all'Udc di nominarlo segretario del partito, al posto di Marco Follini, troppo indipendente da Berlusconi e incensurato.
Il nome di Cesa compare nel 2006 anche nella vicenda delle spie e delle intercettazioni illegali. è infatti indagato a Catanzaro per associazione a delinquere e truffa: un'azienda di cui era socio, la Spb optical disk, godette di finanziamenti europei per circa 5 miliardi di lire senza avere svolto alcuna attività. L'azienda fu poi venduta, nel 2004, a Salvatore Di Ganci, in passato in affari con la banda della Magliana. Durante una perquisizione a casa di Giovanbattista Papello, socio di Cesa nella Spb optical disk, sono stati trovati un grembiulino massonico e intercettazioni abusive ai danni di Piero Fassino, Piero Folena e Vincenzo Pozzi, presidente Anas.
Cicchitto, Fabrizio/Forza Italia Il suo nome compare nelle liste della loggia massonica P2: fascicolo 945, numero di tessera 2232, data di iniziazione 12 dicembre 1980. All'epoca della scoperta degli elenchi Cicchitto era deputato e membro della direzione del Psi. è uno dei pochi ad aver ammesso di aver sottoscritto la domanda di adesione.
Cirino Pomicino, Paolo/Dc (Rotondi) Eurodeputato Udeur. Ex ministro del Bilancio della Prima Repubblica. Condannato in via definitiva a 1 anno e 8 mesi per finanziamento illecito tangente Enimont e a 2 mesi (patteggiati) per corruzione, per i fondi neri Eni. » stato processato inoltre per una serie infinita di tangenti e indagato (ma prosciolto) per mafia.
Colli, Ombretta/Forza Italia Quando era presidente della Provincia di Milano, Ë stata indagata per aver ricevuto dal costruttore Marcellino Gavio contributi alla campagna elettorale per la sua rielezione. Gavio era azionista privato dell'autostrada Milano Serravalle, controllata dalla Provincia, ed era stato grandemente favorito dal presidente Ombretta Colli. L'inchiesta per Colli si Ë conclusa con un niente di fatto, perchè i magistrati non hanno trovato proporzione tra gli immensi favori concessi da Colli e il sostegno, in fondo modesto, ricevuto da Gavio. Ombretta Colli ha minacciato di candidarsi a sindaco di Milano (avrebbe tolto voti preziosi al candidato ufficiale del centrodestra): cosÏ ha ottenuto un posto nelle liste di Forza Italia per il prossimo Parlamento.
Comincioli, Romano/Forza Italia Senatore della Repubblica. Eletto nel collegio di Lodi per la Casa delle libertà. Compagno di scuola e poi manager e prestanome di Berlusconi, era in contatto con Gaspare Gambino, imprenditore siciliano vicino a Pippo Calò, il cosiddetto cassiere romano di Cosa nostra. Attraverso Comincioli, la Fininvest realizzò affari con il faccendiere sardo Flavio Carboni. Cambiali con girata di Comincioli passarono a uomini della Banda della Magliana per poi finire nelle mani di Pippo Calò. Per i suoi rapporti con Cosa nostra e banda della Magliana è stato imputato a Roma (e poi assolto). Accusato per bancarotta fraudolenta, è stato latitante per alcune settimane. Poi imputato nel processo per le false fatture di Publitalia. » anche accusato di aver fatto da mediatore tra il banchiere Gianpiero Fiorani e Berlusconi, durante la tentata scalata ad Antonveneta. E di aver ricevuto fidi dalla Popolare di Lodi impegnata nella scalata.
Craxi, Vittorio (detto Bobo)/I socialisti Craxi La sua prima campagna elettorale, quando entrò per la prima volta nel Consiglio comunale di Milano, fu finanziata da Mario Chiesa, imputato numero uno di Mani pulite, che usÚ le tangenti raccolte e poi confessate. Suoi materiali elettorali furono trovati durante un sequesto a un imputato nel processo Duomo connection. Nelle sentenze di condanna a suo padre, Bettino Craxi, si accenna a denaro delle tangenti usato per comprare "un appartamento a New York", o per pagare al figlio Bobo líaffitto di una "casa in Costa Azzurra". Ora si è schierato con il centrosinistra.
Crisafulli, Vladimiro/Ds Ex sindaco di Enna e uomo forte dei Ds siciliani, è sotto inchiesta insieme a Totò Cuffaro per violazione di segreto d'ufficio nell'inchiesta su Messina Ambiente. Una telecamera nascosta in un hotel di Pergusa, inoltre, il 19 novembre 2001 registrò un suo incontro con un boss mafioso, Raffaele Bevilacqua, già latitante, arrestato e condannato in primo grado per mafia. Il politico diessino, a margine di un congresso, discuteva tranquillamente con il boss di politica locale, affari e appalti. Per questo Vladimiro Crisafulli, detto Mirello, Ë stato indagato dalla procura di Caltanissetta per concorso esterno in associazione mafiosa.
Indagine archiviata nel febbraio 2004, perchè quel colloquio non portò alcun beneficio concreto a Cosa nostra. Resta però "dimostrata da parte di Crisafulli la disponibilità a mantenere rapporti con il Bevilacqua, accettando il dialogo sulle proposte politiche dello stesso, ascoltando la sua istanza e rispondendo alle domande sulle possibili iniziative politico-amministrative, in particolare in materia di finanziamenti e appalti". "Crisafulli appare disponibile a esplorare con Bevilacqua l'area delle ipotesi strettamente politiche nel territorio e, in parte, ad addentrarsi nell'area grigia dell'affarismo politico-elettorale". Quell'incontro e altri che seguirono costituiscono, secondo la procura, "un complesso di contatti e disponibilitý al dialogo di inquietante valenza". "La pubblicitý dell'incontro... enfatizza in tutti i presenti al congresso l'idea di stabili contatti mafia-politica, con ovvio vantaggio per la prima".
I pm aggiungono che il collaboratore di giustizia Angelo Leonardo ha indicato Crisafulli come "persona conosciuta dal padre Gaetano Leonardo, capofamiglia di Enna" e che "la candidatura del Crisafulli alle elezioni regionali del 2001 avrebbe dovuto essere sostenuta dalla famiglia mafiosa in previsione della possibilità di ottenere, per il tramite dello stesso Crisafulli, contatti nel mondo imprenditoriale. Tuttavia l'arresto nel maggio 2001 di Leonardo Gaetano e del figlio, unitamente ai componenti della famiglia mafiosa di Enna, impediva la concretizzazione del progetto".
Ce n'è abbastanza per chiedere l'archiviazione sul piano penale. Ma ce ne sarebbe a sufficienza almeno per bloccare la sua carriera politica, tantopiù nel partito che fu di Pio La Torre. Invece è stato candidato dai Ds in un posto sicuro per la Camera in Sicilia-2. E quando Antonio Di Pietro ha criticato l'incredibile decisione della Quercia, Luciano Violante gli ha replicato che "non esiste alcun motivo di incompatibilità: Crisafulli è nelle stesse condizioni in cui si è trovato in passato Di Pietro, prima incriminato e poi assolto". Con la differenza che Di Pietro non è oggi indagato, mentre Crisafulli sì. Di Pietro fu accusato su notizie false e non ha mai mostrato "disponibilità" verso mafiosi, anzi Cosa nostra nel 1993 aveva progettatodi assassinarlo (Violante è oggi nella stessa lista che ospita Mirello: numero 1 Rutelli, 2 Violante, 3 Piscitello, 4 Crisafulli. Il quale entrerà certamente a Montecitorio. E chissà, magari anche nella Commissione antimafia).
Crivelli, Raffaele/Rifondazione comunista Dirigente di Rifondazione comunista ed ex sindaco di Altamura, candidato alla Camera in uno dei posti al vertice della lista del Prc per la Puglia. Crivelli è anche dirigente della Tradeco e in questa veste è accusato di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti.
Cuffaro, Salvatore/Udc Imputato di favoreggiamento alla mafia e rivelazione di segreto d'ufficio, è accusato di aver informato uomini ritenuti vicini a Cosa nostra che erano intercettati. Tra questi, il boss Giuseppe Guttadauro, legatissimo a Bernardo Provenzano, e l'imprenditore Michele Aiello, padrone della sanità in Sicilia, re delle cliniche private, sospettato di essere un riciclatore dei soldi di Provenzano. Totò Cuffaro si è incontrato segretamente con Aiello nel retrobottega di una boutique di Bagheria: "Per parlare di tariffe sanitarie", ha spiegato Totò ai magistrati. In una telefonata intercettata il 10 gennaio 2004, Cuffaro parla con Silvio Berlusconi, che gli dice: "Ho saputo qui... la ragione perché ti telefono... il ministro dell'Interno... Mi ha parlato e mi ha detto che tutta la... è sotto controllo, sotto controllo". Berlusconi parla dunque con Cuffaro di indagini, dicendo di aver avuto informazioni dal ministro Beppe Pisanu (che però ha negato ai magistrati di Palermo di aver mai parlato con Berlusconi di indagini siciliane).
Cusumano, Stefano/Udeur Arrestato nel 2000, e oggi imputato a Palermo, per corruzione e turbativa d'asta per gli appalti del nuovo ospedale di Catania.
D'Alema, Massimo/Ds Ex presidente del Consiglio, ex segretario e oggi presidente dei Ds. Fu indagato a Bari per un finanziamento illecito ricevuto da Francesco Cavallari, il re delle cliniche pugliesi (fu in seguito condannato per concorso esterno in associazione mafiosa), che gli versò una ventina di milioni. D'Alema si salvò grazie alla prescrizione.
De Angelis, Marcello/An Direttore di "Area", la rivista di Gianni Alemanno. Un passato nell'organizzazione fascista Terza posizione: è stato condannato per associazione sovversiva e banda armata, è stato latitante e poi in carcere per tre anni, dal 1989 al 1992.
De Gregorio, Sergio/Italia dei valori Giornalista, realizza scoop come quello di fotografare in carcere (senza permesso) la modella Terry Broome. O d'intervistare Tommaso Buscetta in crociera nel Mediterraneo. Con il risultato di far partire una campagna contro i pentiti che se la spassano a spese dello Stato. Poi diventa editore, rilevando la testata socialista dell'Avanti, dopo il naufragio del craxismo. Infine si dà alla politica, diventando il proprietario della sigla "Italiani nel mondo". Intanto è candidato di Forza Italia, ma quando il partito rifiuta di metterlo in lista passa alla Dc di Rotondi. I suoi Italiani nel mondo sostengono il ministro di An Mirko Tremaglia.
Ma alla vigilia delle elezioni del 2006 De Gregorio firma un accordo con Antonio Di Pietro e mette la sua organizzazione a disposizione dell'Italia dei valori, che lo candida alle elezioni e lo fa eleggere senatore. De Gregorio vuole il ministero degli italiani all'estero. Prodi non glielo concede. Lui si rifà facendosi eleggere, con i voti del centrodestra, presidente della commissione Difesa del Senato. Tra il novembre 2005 e il marzo 2006 (dunque in piena campagna elettorale), ha spacciato assegni scoperti e poi protestati per oltre 87 mila euro.
D'Elia, Sergio/Rosa nel pugno Ex dirigente di Prima linea, è stato condannato a 30 anni di carcere, poi ridotti a 12, per l'uccisione del poliziotto Fausto Dionisi. Dissociato, ha fondato l'associazione Nessuno tocchi Caino. Eletto deputato, viene scelto come segretario di presidenza della Camera.
Delfino, Teresio/Udc Sottosegretario del governo Berlusconi, ha ricevuto un avviso di garanzia nell'inchiesta sui fondi dell'Enoteca d'Italia.
Dell'Utri, Marcello/Forza Italia Senatore della Repubblica. Eletto nel 2001 nel collegio più chic di Milano. La legislatura precedente era deputato. Tra i collaboratori più vicini a Berlusconi fin dagli anni Settanta, è considerato l'´inventoreª, nel 1993, di Forza Italia.
• Accusato di bancarotta fraudolenta per il crac Bresciano (un'azienda del discusso finanziere siciliano Filippo Alberto Rapisarda).
• Arrestato nel 1995 dai magistrati di Torino per le false fatture di Publitalia (la societý che raccoglie pubblicitý per le tv di Berlusconi). Indagato per i fondi neri di Publitalia anche a Milano (nel 1994 aveva evitato l'arresto solo grazie alla soffiata del Tg5 di Enrico Mentana, che dando la notizia aveva fatto cadere le esigenze di custodia cautelare). è stato condannato definitivamente a 2 anni per frode fiscale e false fatturazioni a Torino (false fatture Publitalia); ha patteggiato 6 mesi a Milano per altre vicende di false fatture Publitalia.
• A Milano è stato condannato a 2 anni per estorsione aggravata (per aver mandato il boss di Cosa nostra Vincenzo Virga a fare il "recupero crediti" nei confronti di Vincenzo Garraffa, titolare di una squadra di pallacanestro sponsorizzata da Publitalia).
• A Palermo è stato condannato a 9 anni in primo grado per concorso esterno nell'associazione mafiosa Cosa nostra e processato per calunnia aggravata nei confronti di alcuni collaboratori di giustizia (Dell'Utri aveva assoldato due falsi pentiti perchè raccontassero di essere stati convinti in carcere ad accusare Berlusconi e Dell'Utri di mafia).
• A Madrid, in Spagna, è accusato di gravi irregolarità nella gestione di Telecinco.
Complessa la sua vicenda processuale, costellata di leggi su misura. A Torino, nel 1998, è condannato in appello a 3 anni e 2 mesi per false fatture e frode fiscale continuata della società Publitalia. Ma prima che la sentenza diventasse definitiva, il Parlamento (a maggioranza Ulivo) approvÚ in tutta fretta una legge che permetteva il patteggiamento anche in Cassazione: Dell'Utri la usÚ, rimediando uno sconto che ridusse la pena a 2 anni e 6 mesi, sotto la soglia dei 3 anni oltre i quali si deve entrare in carcere. Restava aperto il problema delle pene accessorie: 5 anni d'interdizione dai pubblici uffici. Perso, in forza di quella pena, il seggio in Parlamento, Dell'Utri sarebbe finito in cella, perchè nel frattempo i giudici di Palermo avevano chiesto il suo arresto per la vicenda dei falsi pentiti. Dell'Utri chiede allora che gli sia applicato l'indulto del 1989 (anche se gran parte dei reati contestati sono successivi). La Corte d'appello di Torino respinge la richiesta, ma poi la Cassazione l'accoglie: cosÏ niente pene accessorie, niente arresto.
La pena definitiva scende ancora, in sede d'esecuzione, a 1 anno e 8 mesi (sotto la soglia dei 2 anni, quindi senza neppure l'obbligo dell'affidamento ai servizi sociali), perchè il governo Amato (centrosinistra) depenalizza alcuni reati fiscali e finanziari. Da Milano, intanto, arrivano altre piccole pene per false fatture e falso in bilancio, considerate ´in continuazioneª con la condanna di Torino. La pena complessiva, dunque, risale oltre i 2 anni. Ci pensa la nuova legge sul falso in bilancio (2001, governo Berlusconi), che risolve il problema. A Palermo i due processi d'argomento mafioso (quello per concorso esterno squaderna una imponente mole di prove della vicinanza tra Dell'Utri e Cosa nostra) arrivano alle fase finali, quando una apposita legge (quella cosiddetta ´d'attuazioneª dell'articolo 68 della Costituzione, che con il contributo del verde Marco Boato dilata a dismisura i privilegi e le immunitý dei parlamentari) si rendono inutilizzabili, nei confronti di deputati e senatori, i tabulati telefonici. Proprio i tabulati erano la prova dei contatti tra Dell'Utri e i falsi pentiti assoldati per azzerare le accuse di mafia. L'accusa si oppone a gettare alle ortiche quelle prove, perchè raccolte comunque prima del provvidenziale arrivo della legge. Il processo è continuato.
Tutto questo non ha impedito a Silvio Berlusconi di candidarlo al Senato, nel collegio più centrale di Milano. Marcello lo aveva confessato in tv: "Mi candido per legittima difesa". Tra un processo e l'altro, si atteggia a uomo di cultura: il 20 giugno 2003, per esempio, ha inaugurato la Biblioteca del palazzo del Senato, alla presenza del presidente del Senato Marcello Pera e del capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi. Ed è responsabile della scelta dei candidati di Forza Italia per le elezioni politiche del 2006.
Del Pennino, Antonio/Forza Italia è tra i repubblicani che con Giorgio La Malfa si sono schierati con Berlusconi. In passato è stato vicesegretario nazionale del Pri e più volte parlamentare. Una testimone racconta che a fine anni Settanta Del Pennino era tra i frequentatori delle bische clandestine gestite a Milano da Angelo Epaminonda. Lì era chiamato "Del Pennazzo". Il 13 maggio 1992, agli albori di Mani pulite, quando era deputato del Pri e capogruppo repubblicano alla Camera, è stato raggiunto da un'informazione di garanzia. L' ipotesi di reato: ricettazione, per aver ricevuto denaro provento di tangenti. Nel 1993 la Camera ha respinto la richiesta di autorizzazione a procedere per violazione delle norme sul finanziamento pubblico dei partiti: i magistrati di Milano l'avevano richiesta per contributi in denaro che Del Pennino avrebbe ricevuto da fondi neri costituiti presso l' Associazione industriale lombarda (Assolombarda).
A luglio 1994 Ha patteggiato una pena di 2 mesi e 20 giorni (convertita nella sanzione di 4 milioni) nel processo per le tangenti Enimont. A ottobre 1994 altro patteggiamento: di una pena di 1 anno, 8 mesi e 20 giorni per tangenti relative alla Metropolitana milanese. Il 25 gennaio 2000 la settima sezione penale del tribunale di Milano lo ha prosciolto nel processo per le tangenti Atm, per le forniture di autobus all azienda dei trasporti milanese (in precedenza, lo stesso tribunale aveva respinto una sua richiesta di patteggiamento, perché la pena concordata con il pubblico ministero non era stata ritenuta congrua rispetto alla gravità dei fatti contestati). Alla fine del 2000 Antonio Del Pennino è rientrato nel Pri, giusto in tempo per partecipare al "ribaltino" che ha portato il glorioso partito ad allearsi con Berlusconi.
De Luca, Vincenzo/Ds Deputato Ds fedelissimo di Massimo D'Alema, è indagato a Salerno per il piano regolatore e gli appalti della centrale termoelettrica.
De Michelis, Gianni/Nuovo Psi Ha patteggiato a Venezia 1 anno e 6 mesi per corruzione (mazzette autostradali del Veneto) e a Milano 6 mesi per finanziamento illecito (tangente Enimont). Nella Prima Repubblica Ë stato ministro. Era chiamato il "Doge di Venezia". Una sentenza rimarca che con le tangenti non solo finanziava la sua corrente, ma «alimentava il suo principesco stile di vita sia pubblica sia privata».
De Piccoli, Cesare/Ds Nei primi anni Novanta fu accusato (e poi prescritto) di aver ricevuto dalla Fiat alcune centinaia di milioni su tre conti in Svizzera: Accademia, Linus, Carassi. Erano tangenti «finalizzate alla campagna elettorale della corrente politica veneta facente capo all'onorevole Massimo D'Alema». Attualmente sottosegretario ai Trasporti.
Firrarello, Giuseppe/Forza Italia Ex democristiano siciliano, andreottiano, è stato accusato di tangenti per l'appalto dell'ospedale Garibaldi di Catania. Nel 1999 la procura chiese anche di poterlo arrestare, ma il Senato negò l'autorizzazione a procedere. Erano circolate trascrizioni di intercettazioni telefoniche che lo accusavano pesantemente, ma ora non ve n'è più traccia: sparite. In una videocassetta, invece, è ancora possibile vedere e sentire il mafioso Enrico Incognito urlare: "Firrarello, anche tu mi hai abbandonato". Nel 2001, passato dall'Udeur a Forza Italia, è stato rieletto. Per lui è stato chiesto il rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa, turbativa d'asta e corruzione.
Formigoni, Roberto/Forza Italia Presidente della Regione Lombardia. Ha voluto ad ogni costo (anche contro il parere di Berlusconi) candidarsi al Senato, per assistere da Roma all'eventuale crollo di Silvio e poter gestire l'eventuale disfacimento di Forza Italia. è stato coinvolto in alcune complesse vicende politico-giudiziarie, senza peraltro mai subire condanne.
• Scandalo "ricette d'oro". Non ha visto né sentito nulla dell'estesissimo sistema di corruzione architettato dal professor Giuseppe Poggi Longostrevi, che negli anni Novanta ha truffato almeno 90 miliardi alla Regione, facendo fare a centinaia di medici ricette false o per prestazioni gonfiate o inutili. Nella motivazione della sentenza che condanna per corruzione 175 medici che avevano accettato il "sistema Longostrevi", si afferma che la Regione ha favorito la truffa. I giudici hanno così dimezzato i risarcimenti alla Regione, per ´concorso di colpaª: per ´l'inidoneitý, per non dire assenza, dei controlliª. Nessuna responsabilità penale accertata per Formigoni, ma certamente la responsabilità politica di non aver saputo vigilare su un settore da sempre a rischio di corruzione. E responsabilità politica di aver voluto ai vertici della sanità regionale – prima come suo consulente, poi come assessore alle Politiche sociali – Giancarlo Abelli, amico di Longostrevi e sua sponda politica in Regione.
• Discarica di Cerro. Roberto Formigoni ha ricevuto un avviso di garanzia il 14 luglio 2000, per la gestione della discarica di Cerro Maggiore, per la quale era già stato condannato Gianstefano Frigerio, che aveva ricevuto una tangente da 150 milioni da Paolo Berlusconi. Nel 1995, quando scoppiò in Lombardia la cosiddetta "emergenza rifiuti", Formigoni indirizzò a Cerro (che avrebbe invece dovuto chiudere) tutta la spazzatura regionale e si impegnò a pagare al proprietario, Paolo Berlusconi, 300 milioni al giorno per altri due anni. Nel 1999 ci fu un accordo per bonificare la discarica. Il compito spettava ai proprietari, Berlusconi e soci, che in cinque anni d'attività avevano realizzato, secondo un rapporto della Guardia di finanza, "ricavi effettivi per almeno 240 miliardi". Invece Formigoni fece pagare la bonifica a un'altra azienda, in cambio del permesso per aprire un supermercato sull'area della discarica. Nel corso delle indagini è emerso anche un appunto scritto a mano, il verbale di una riunione tenutasi a Milano 2 alla presenza di Paolo Berlusconi e degli altri soci della discarica. Il foglietto parla della costituzione, attraverso false fatture, di fondi neri all'estero per oltre 10 miliardi, preparati per pagare in nero nuove discariche e tangenti ai politici. Sul foglietto sono indicate anche alcune cifre ("500 milioni", "200 milioni"...) con accanto nomi o abbreviazioni ("Form", "Pozzi"...). Chi è"Form"?
• Lombardia Risorse. Formigoni è stato indagato per la gestione della società regionale Lombardia Risorse (un fallimento da 22 mila miliardi).
• Fondazione Bussolera-Branca. Formigoni è stato indagato e poi rinviato a giudizio, su richiesta dei magistrati Alberto Robledo e Fabio De Pasquale, per abuso patrimoniale d'ufficio nella gestione della Fondazione Bussolera-Branca, che gestiva un patrimonio di 170 miliardi, poi dirottati dai suoi amministratori verso impieghi diversi da quelli voluti dal fondatore (la valorizzazione del patrimonio rurale dell'amato Oltrepò pavese). Da questa vicenda giudiziaria è uscito penalmente pulito. Restano i fatti: la fondazione è stata strappata ai suoi gestori (il professor Lancellotti), spolpata e svuotata, con l'assenso della Regione. Formigoni partecipa nell'aprile 1999 a una cruciale riunione con l'assessore regionale all'Agricoltura Francesco Fiori, il funzionario Maurizio Sala, oltre naturalmente al suo braccio destro, Nicola Maria Sanese, potentissimo direttore generale lombardo. Dopo la riunione, la Regione emette quattro delibere: alla fondazione Bussolera-Branca è imposto di rinunciare a tutte le cause che aveva avviato per difendersi dagli attacchi; poi di modificare lo statuto per far entrare nel consiglio d'amministrazione due nuovi consiglieri, Giulio Boscagli, cognato di Formigoni, e Niccolò Querci, all'epoca segretario particolare di Silvio Berlusconi e ora deputato di Forza Italia.
• Oil for food. Formigoni Ë citato nei rapporto americani come il destinatario di contratti petroliferi per 24,5 milioni di barili di greggio, assegnati a prezzi di favore dal regime iracheno di Saddam Hussein. Per questa vicenda sono indagati a Milano il collaboratore e consulente di Formigoni, Marco De Petro, e il segretario particolare e braccio destro Fabrizio Rota.
Franzoso, Pietro/Forza Italia Imputato di voto di scambio in Puglia.
Frigerio, Gianstefano/Forza Italia Ex leader della Dc, diventato uno degli strateghi di Forza Italia. Un nome, una garanzia. Già, ma qual è il nome? Nel collegio dove Silvio Berlusconi l'aveva candidato nel 2001, in Puglia, è Carlo Frigerio, com'era scritto sui manifesti. A Milano, dove da decenni fa politica, è Gianstefano. Eppure è sempre lui: come segretario regionale della Dc in Lombardia (e cassiere occulto del partito) ha incassato decine di tangenti, è stato arrestato tre volte tra il 1992 e il 1993, è stato coinvolto in molti processi. è accusato di aver accettato mazzette per le discariche lombarde, per il depuratore di Monza, per gli appalti alle Ferrovie Nord. Alcune tangenti le ha ammesse, pur minimizzando il proprio ruolo.
Ha confessato, per esempio, di aver ricevuto 150 milioni da Paolo Berlusconi, in cambio dei permessi alla Fininvest per gestire la discarica di Cerro Maggiore. Ha accumulato tre condanne definitive: 1 anno e 4 mesi per finanziamento illecito ai partiti, 1 anno e 7 mesi per finanziamenti illeciti e ricettazione, 3 anni e 9 mesi per corruzione e concussione. Ciò nonostante, dopo aver lasciato la Dc si è inventato una nuova vita come consigliere personale di Silvio Berlusconi e influente membro di Forza Italia, di cui dirige il centro studi. Mentre i giudici dell'esecuzione stavano esaminando le sentenze definitive che pesano su di lui per decidere il cumulo della pena da scontare, Gianstefano scompare e ricompare, in Puglia, Carlo: lì si è conquistato un bel seggio in Parlamento. Il 31 maggio 2001, primo giorno di riunione della nuova Camera dei deputati, Frigerio è stato arrestato.
Doveva scontare in definitiva una pena di 6 anni e 5 mesi. Affidato poi ai servizi sociali, ha avuto il permesso dal giudice di sorveglianza di frequentare il Parlamento per qualche giorno al mese: come pratica di riabilitazione (ma il giudice forse non conosceva il tasso di devianza di quell'ambiente...). Così Frigerio, che fuori dal Parlamento non poteva votare perchè colpito da una pena accessoria che gli inibiva temporaneamente i diritti di voto, dentro la Camera ha votato e deciso le leggi per tutti gli italiani. Ora, beneficato dal rapporto strettissimo con Berlusconi, malgrado tutto e tutti tornerý in Parlamento.
Giudice, Gaspare/Forza Italia Nel 1998, quando era vicecoordinatore per la Sicilia di Forza Italia, la procura di Palermo chiese il suo arresto per complicità con la mafia. Silvio Berlusconi commentò: "Essendo Giudice vicecoordinatore di Forza Italia in Sicilia e avendo avuto quindi rapporti con l'onorevole Gianfranco Micciché, non si può neppure immaginare alcun alone di dubbio intorno a lui, perché altrimenti non avrebbe potuto avere quell'incarico". Secondo l'accusa, Giudice era al diretto servizio della cosca mafiosa di Caccamo, i cui uomini si vantavano di averlo fatto eleggere e gli telefonavano fin dentro il palazzo di Montecitorio per ricordargli la sua dipendenza e per ordinargli che cosa doveva fare: "Gasparino, guarda che siamo stati noialtri a metterti lì", gli ripetevano.
Gli elementi raccolti dall'accusa erano tali da far escludere alla giunta parlamentare per le autorizzazioni a procedere che ci fosse fumus persecutionis nei confronti del parlamentare. Perfino il "supergarantista" Filippo Mancuso, in giunta, non aveva avuto nulla da eccepire contro la richiesta dei magistrati. Eppure la Camera dei deputati il 16 luglio 1998 bocciò (303 voti a 210, con 13 astenuti) la richiesta d'arresto. Non solo, i deputati sottrassero al giudice elementi di prova: impedirono (287 voti a 239, con 3 astenuti) l'utilizzo processuale dei tabulati Telecom, quelli da cui erano documentati i rapporti e la dipendenza di Giudice dagli uomini delle cosche.
Settimio Gottardo/Udc Ex sindaco di Padova, ha patteggiato una pena di 17 mesi: era accusato di corruzione per una tangente sulla costruzione del nuovo palazzo di giustizia. La deputata Annamaria Leone ne chiese la sospensione "per gravi violazioni dei doveri morali": Leone non Ë stata ricandidata alla Camera, Gottardo entrerý in Senato.
Greco, Maria Stella/Udc Più nota cone Madame Stella, astrologa e cartomante, esperta in cuori solitari e filtri d'amore. Sotto inchiesta per aver imbrogliato alcuni clienti.
Grillo, Luigi/Forza Italia Senatore della Repubblica. Eletto in Liguria, nel collegio di Chiavari. Ex democristiano, nel 1994 sedeva in Parlamento tra i banchi del centrosinistra, ma saltò (nomen omen) nel centrodestra, permettendo a Silvio Berlusconi di avere la maggioranza per formare il suo primo governo (e avendo in premio una poltrona di sottosegretario alla presidenza del Consiglio). Nel 2001 è stato rieletto per Forza Italia. Appena messo piede in Senato, il primo giorno d'attività di Palazzo Madama, ha ricevuto un invito a comparire spedito dalla procura di Milano: per una vicenda che risale a quando Grillo era sottosegretario di un governo di centrosinistra e permise l'affidamento di una consulenza miliardaria per uno studio sull'Alta velocità ferroviaria in Liguria. L'ipotesi di reato su cui la procura di Milano indaga è truffa aggravata.
Nel 2003 si distingue in Senato proponendo un emendamento alla legge Gasparri sulle tv che toglie le telepromozioni dal mazzo dell'affollamento orario degli spot pubblicitari, regalando cosÏ a Mediaset parecchi miliardi. è stato il pi~ grande sostenitore del governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio, anche durante le scorribande fatte nell'estate 2005 dai "furbetti del quartierino". Ripagato con generosi fidi della Banca popolare di Lodi.
La Loggia, Enrico/Forza Italia Indagato al Tribunale dei ministri per finanziamenti dalla Parmalat di Calisto Tanzi (100 mila euro) in cambio di presunte "consulenze".
La Malfa, Giorgio/Forza Italia Deputato della Repubblica. Ex segretario del Pri ai tempi della "prima repubblica", ha portato il suo partito ad aderire alla Casa delle libertà. è stato condannato con sentenza definitiva a 6 mesi per aver percepito finanziamenti illeciti, provenienti dalla maxitangente Enimont.
Letta, Gianni/Forza Italia Non è un parlamentare, ma è stato addirittura il candidato del centrodestra alla più alta carica dello Stato, la presidenza della Repubblica. Poi è diventato il candidato di Romano Prodi alla presidenza della Figc, per salvare il calcio italiano. Ma Gianni Letta è soprattutto l'uomo della lobby del Biscione, il pettinatissimo cardinale al servizio di Berlusconi che per anni intesse i rapporti con la politica.
Letta, come vicepresidente della Fininvest, nel 1990 aveva accompagnato amorevolmente nei corridoi del Parlamento il cammino della legge Mammì e il relativo piano delle frequenze. Poi nel 1993 era stato indagato per corruzione dalla procura di Roma che ne aveva chiesto addirittura l'arresto. Il gip Augusta Iannini, moglie di Bruno Vespa, si era spogliata del caso perché "amica di famiglia" di Letta (Vespa aveva infatti iniziato la sua carriera al "Tempo" di Angiolillo, esattamente come Letta). L'inchiesta era stata poi archiviata, ma con motivazioni non proprio esaltanti per Letta.
Poi, quando Berlusconi entra direttamente in politica, diventa il suo braccio destro, il potente e silenzioso sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Ma c'è anche un prima. Un'inchiesta era stata scippata, negli anni Ottanta, alla procura di Milano dal porto delle nebbie romano: quella di Gherardo Colombo sui fondi neri dell'Iri, nella quale l'allora direttore del "Tempo" Gianni Letta aveva ammesso, nel dicembre 1984, di aver ricevuto 1 miliardo e mezzo di lire in nero dall'ente statale per ripianare i buchi del suo disastrato giornale. Un giornale che, scrissero Scalfari e Turani in "Razza padrona", era "in vendita ogni giorno, e non solamente in edicola".
Letta-Letta, come lo chiamava Sergio Saviane, passò poi alla corte del Cavaliere nella doppia veste di gran ciambellano nei palazzi della politica e di conduttore tv su Canale 5: le sue interviste ai boss democristiani e socialisti sotto la sigla "Italia domanda", tutte sorrisetti e moine, rimasero per anni un capolavoro di lecchinaggio ineguagliato.
Malvano, Franco/Forza Italia Ex questore di Napoli, Ë sotto inchiesta per concorso esterno in associazione camorristica.
Mannino, Calogero/Udc Condannato in appello a Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa. Poi la Cassazione ha annullato la sentenza per difetto di motivazione e ha disposto un nuovo appello. Mannino però ha invocato la legge Pecorella, che abolisce l'appello in caso di proscioglimento.
Maroni, Roberto/Lega nord Deputato della Repubblica. Eletto nel collegio di Varese. Leghista, ex ministro dell'Interno nel primo governo Berlusconi. E' coinvolto in tre inchieste giudiziarie. Per gli scontri con la polizia, inviata a perquisire la sede della Lega a Milano, è stato condannato definitivamente a 4 mesi e 20 giorni per resistenza a pubblico ufficiale. Come capo delle "camicie verdi", è stato indagato dal
PROFILO PERSONALE DELL'AUTORE DEL BLOG
Inviato da cl2366 | Marzo 10, '08 @ 18:50
L’autore di questo blog è CLAUDIO LARGHI Nato a Milano il 2 Marzo 1966 Premetto che non sono amico di qualche politico e non sono pilotato o manovrato da chicchessia. Non sono finanziato da nessuno ed agisco in buona fede. Non appartengo alla casta!. Sono un tecnico informatico precario di 42 anni. Sono nato a Milano e vivo in Lombardia e non agisco per delega di nessuno tranne della mia libera iniziativa. Provengo da esperienze deludenti di associazioni in mala fede che fingono di occuparsi di lavoratori espulsi dal mercato del lavoro e di lavoratori precari, associazioni manovrate da correnti politiche e da Confindustria. Provengo ovviamente da esperienze di precariato cronico altrettanto deludente e ricco di sofferenze. I miei obiettivi sono quelli di sensibilizzare la parte più onesta e sfruttata della società italiana con l’obiettivo di renderla piu’ consapevole di quanto sia vittima del “sistema italia”, di un sistema partitocratrico e corporativo illegale, criminale, illegittimo e simbiotico con mafie e camorra. Il potere politico che ci governa è l’espressione della criminalità organizzata mafiosa espressa e rappresentata dal sistema imprenditoriale e politico italiano (Confindustria compresa), un sistema che della illegalità, miseria, povertà e schiavitù ne ha fatto un modello di sviluppo e di autoreferenza inattaccabile, generando ampie sacche di miseria, disagio, discriminazione ed emarginazione degli individui che non ne fanno parte e che il sistema medesimo espelle (e sfrutta) ed emargina in quanto estranei alla sua natura ed al suo fine. Il potere è marcio sino al midollo ma con esso lo è anche una larghissima percentuale della società italiana, degna della “casta” da cui è governata e dalla quale spesso ottiene (tramite clientele e votoscambismo) favori reciproci in cambio del consenso elettorale (che avviene anche senza le preferenze, contrariamente a quanto si creda) il quale, pur nel malcontento, nella sfiducia, nella delusione, trova sempre ampi settori di elettorato disposto a rieleggere candidati, partiti e coalizioni, anche se costituite da personaggi in odore di mafia, di corruzione, di illegalità ed anche se già governanti di precedenti mandati fallimentari. La miseria culturale della società italiana è lo specchio delle istituzioni corrotte che la governano ed è la concausa primaria della continuità politica di questo potere. Siamo (ovviamente non tutti, la minoranza di onesti è però schiava, succube ed inconsapevole se non addirittura complice del sistema italia) un popolo che tende, per natura, all’illegalità, al non rispetto delle regole e delle leggi, al vandalismo, alla furbizia, al gioco sporco, alla piaggeria, alle tendenze pseudomafiose ed alla sopraffazione ed all’individualismo più estremo. Basta vedere come, sotto sotto, la società italiana, pur lamentandosi della classe politica che la governa, ne emuli i contenuti, le filosofie, le finalità e l’immagine stessa sino a comportarsi esattamente come lei. Quanti spacciatori di droghe (stranieri ed italiani) operano indisturbati nella popolazione italiana?, quanti imprenditori riciclano i proventi derivanti da narcotraffico e prostituzione?, quanti illeciti vengono quotidianamente commessi all’interno della popolazione?, quanti imprenditori reclutano manodopera straniera affidandole anche incarichi illegali come il trasporto e lo spaccio di stupefacenti?, di merce proveniente dalla ricettazione, di prodotti contraffatti?, quanti piccoli proprietari di immobili affittano, in nero, a immigrati stranieri criminali e “scaglioni” di prostitute, vittime di “tratte”, per ripartirsi, con le organizzazioni criminali, i profitti dalle attività di narcotraffico e prostituzione?. Quanti imprenditori reclutano manodopera straniera contribuendo alla svalutazione dei salari attuando una concorrenza e guerra “tra poveri” tra disoccupati italiani e manodopera extracomunitaria? Quanti imprenditori assoldano manodopera straniera proveniente da paesi che vogliono “disfarsi” di soggetti criminali, già pluricondannati nei paesi di origine, per assoldarli nei cantieri e contemporaneamente per ingaggiarli come narcotrafficanti, spacciatori, ricettatori e magnaccia?. Quanti funzionari di Polizia, dei Carabinieri, sono collaboratori diretti delle organizzazioni del narcotraffico, della prostituzione tutelandone gli interessi ed insabbiando le inchieste giudiziarie?.Quanti magistrati insabbiano ed archiviano inchieste che riguardano mafia e camorra e le attività illecite da esse derivanti (narcotraffico e prostituzione in primis)? . Quanti istituti di credito gestiscono il riciclaggio di denaro sporco e finanziano il fenomeno dell’usura?. Se ancora non lo avete capito, la mafia è penetrata massicciamente nella società italiana (oltre che nelle istituzioni) rendendo entrambe indistinguibili ed entrambe da perseguire e reprimere penalmente. In Italia servirebbero nuove carceri da riempire con milioni di collaboratori del crimine organizzato i quali non sono solo politici, imprenditori, magistrati, funzionari ed operatori di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza ma anche manovalanza (imprenditori e piccoli imprenditori, operatori del mercato immobiliare, proprietari immobiliari) che collabora con le organizzazioni criminali colluse con il mondo imprenditoriale. Anche ampi settori del “volontariato” sociale, del mondo delle cooperative in realtà opera sotto mentite spoglie, per dare conforto, ospitalità, vitto ed alloggio alla manovalanza delle organizzazioni criminali. Se in questo paese le leggi venissero realmente applicate, se il Ministero dell’interno ed i suoi strumenti dei vigilanza e repressione come Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza fossero veramente coordinati per adempiere agli interessi dello Stato e della società, la nazione italiana finirebbe, con molta probabilità, alla dissoluzione (il chè non sarebbe del tutto un male…) poiché non vi è settore dell’economia, della finanza, dell’imprenditoria, della Pubblica Amministrazione e della politica che non sia colluso con la mafia. Con essi, buona parte della società civile ne è in qualche modo collusa e collaborante, collaborazione che nel terzo settore delle cooperative cattocomuniste, trova, purtroppo, la sua massima espressione. QUESTO E’ UNO STATO CHE VA’ RASO AL SUOLO E RICOSTRUITO EX NOVO, DAL NULLA POICHE’ IL NULLA (NEL SENSO DI ILLEGALITA’ E LEGITTIMITA’) LO HA GOVERNATO DAL DOPOGUERRA SINO AD OGGI!. L’Indulto venne proposto ed approvato da quasi tutti gli schieramenti politici proprio per permettere alla manovalanza del crimine organizzato (ed anche dei livelli intermedi, cioè di coloro che mettono a disposizione aziende, conti correnti, immobili e logistica alle organizzazioni criminali) di delinquere senza interferenza alcuna. Siamo il paese che possiede i più alti livelli di criminalità al mondo in virtù di una tendenza illegale e para mafiosa che vede coinvolti, forse milioni di “anonimi” cittadini. Siamo sicuri che la lotta alla mafia, alla corruzione, al mal governo, si riconduca solo a politici ed imprenditori e non riguardi anche settori “insospettabili della società?. Se facessimo delle ispezioni a caso in 10 cantieri edili non ne troveremmo uno in regola e scopriremmo che le imprese edili che vi lavorano, quasi sempre in sub-appalto, sono parte dei classici meccanismi a scatola cinese controllate da società sempre più grandi (non tutte rintracciabili da una semplice visura camerale ma da complesse indagini che condurrebbero ad intrecciate reti di transazione finanziaria e bancaria) sino ad arrivare ad aziende di “respiro” nazionale, a gruppi bancari di cui spesso siamo anche noi “miseri” correntisti. Quante aziende reinvestono i capitali di Cosa Nostra, della ‘ndrangheta, della Camorra, ed in tempi più recenti anche di organizzazioni criminali cinesi, nigeriane, romene, albanesi e russe?. Pur non esistendo una ricerca che quantifichi il livello di penetrazione della Mafia Spa, possiamo concretamente aspettarci che ormai il livello di penetrazione e controllo diretto delle istituzioni sia enorme, forse assoluto e totale. Per fare un esempio chiarificatore potrei dirvi che la società italiana (in altri paesi certe forme di corruzione e di degrado non sarebbero accettate) ha un Parlamento costituito da una percentuale altissima di pregiudicati costituiti da politici (e parlamentari imprenditori) collusi con la mafia se non addirittura imparentati anagraficamente con famiglie di organizzazioni criminali. Abbiamo dei presidenti del consiglio, come Prodi e Berlusconi con un curriculum personale disastroso, fatto di connubi con poteri occulti, organizzazioni criminali e gruppi finanziari integrati con il settore dell’illecito e del malaffare. Lo sappiamo ma continuiamo a eleggerli come se nulla fosse e questo è un esempio dell’ignoranza e dell’inciviltà spaventosa di cui la società italiana è affetta!. La Mafia Spa si autoreferenzia in tutti i modi possibili essendo indistinguibile dalla società civile, dalle istituzioni e dal “mondo legale”. MAFIA E IMPRESA. Per fare un esempio in linea con i contenuti di questo blog, possiamo ammettere, come tutti sappiamo, che in Italia, trovare un impiego stabile è impossibile. Ma quali sono le ragioni che hanno generato una precarietà senza vie d’uscita, vincolata dal fenomeno del raccomandazionismo?. Il sistema economico, in tutti i suoi comparti, è gestito dal potere politico e dallo strapotere bancario, ed in primis, dalla stessa Mafia Spa (per Mafia non si intende il semplice connubio tra economia e criminalità, ma anche un mondo fatto di corruzione, di favoritismi, di speculazione e di feudi, orti ed orticelli i quali alla fine si riconducono, per metodi, culture ed obiettivi al connubio con la Mafia la quale è partitocrazia collusa con imprenditoria ed entrambe colluse con organizzazioni criminali) la quale, per autotutelarsi ed autoriprodursi, monopolizza, da decenni (con un ulteriore incremento dopo la legge Biagi) il mercato del lavoro per collocare le persone di cui fanno parte, i figli, i nipoti, gli amici, i complici !. La “casta” dei “figli di mignotta stipendiati” fatta dai papaveri che vediamo “lavorare” in molte aziende, papaveri che fanno carriere vertiginose e che a 30 anni ricoprono funzioni dirigenziali e manageriali,spesso senza averne il titolo (spesso come prestanome). Non è necessario essere manager d’impresa per appartenere alla casta della Mafia Spa. Il passaparola di amici e parenti tende a diluire la linea diretta di appartenenza a personaggi in odore di mafia, deviando (e diluendo l’appartenenza genealogica) verso linee collaterali e di amici degli amici. Fancazzisti che ricoprono, in aziende pubbliche, parastatali (come Eni, Agip, Snam, Enel, Telecom, tutte controllare dal “Tesoro” e pertanto con funzione anche pubblica) e private, di grande medie e piccole dimensioni, ruoli impiegatizi e di quadri intermedi. Altro ambiente dove la Mafia Spa investe risorse (ma non capitali) è quello del sub appalto in tutte le sue forme e comparti, da quello edilizio a quello della consulenza amministrativa, contabile, fiscale, medica, scientifica, tecnologica, interinale, cooperativo ed altro ancora. Nel sub-appalto appare il favoritismo dell’azienda appaltatrice (quasi sempre le solite banche, gli enti ed i ministeri, le aziende oligarchiche come TELECOM, VODAFONE, TIM, WIND, TRE, ENEL, TRENITALIA, ALITALIA, AGIP, SNAM, FIAT, MEDIASET, SEAT, RIZZOLI CORSERA, IMPREGILO, UNICREDIT, S.PAOLO IMI INTESA, ITALCEMENTI, CONFINDUSTRIA, GRUPPO CALTAGIRONE, MPS, BANCA POPOLARE DI MILANO, BANCA POPOLARE DI LODI, AZIENDE MUNICIPALIZZATE, consorzi regionali, società di calcio come MILAN, INTER, JUVE, FIORENTINA, ROMA , famiglie come i MORATTI, BERLUSCONI, FORMIGONI, COLANNINNO, MONTEZEMOLO, MARCHIONNE, BENETTON, PRODI, D’ALEMA, CALTAGIRONE, ex COPPOLA, ex RICUCCI e tantissimi altri ancora) verso i fornitori di servizi. La Legge Biagi (DLG 276/03) nacque proprio per permettere la speculazione più infame agli operatori del sub appalto nelle commesse dei comparti privati e pubblici. I meccanismi di filiera del sub appalto, la speculazione, lo sfruttamento e l’illecito sono del tutto analoghi alle dinamiche di filiera riscontrabili nella distribuzione dei prodotti alimentari e dell’abbigliamento dove la presenza di una quantità abnorme di intermediari incrementa “il valore aggiunto” del costo finale dei prodotti (il lavoro flessibile, con la sua interminabile filiera di intermediari e caporali aumenta i costi di gara commissionati dalle grandi aziende e dai ministeri in quanto la presenza di una filiera di “bocche da sfamare” genera inflazione . I costi altissimi sono poi ammortizzati tramite gli aumenti di bollette e dei costi dei servizi dei vari monopolisti oligarchi e con l’incremento del debito pubblico nel settore ministeriale (ovviamente esistono altre spese di incremento del debito pubblico…). Questo dimostra la firma della mafia nel settore appaltistico e nelle riforme del mercato del lavoro. Nemmeno il mondo della piccola imprenditoria si salva in quanto il “piccolo” è quasi sempre finanziato col meccanismo delle scatole cinesi. Provate, voi, ad aprire un’attività da autoimprenditori e vedrete quanto durerà!.Se cercate di conquistare settori di mercato “monopolizzati” da altri riceverete minacce ed intimidazioni. Non c’è scampo!. Il finanziamento della UNICREDITO con false polizze di copertura dei tassi di credito con i titoli “surprime” i famosi “derivati” è un esempio di come i gruppi finanziari cercano di dissestare la piccola imprenditoria non allineata, non riconducibile al controllo dei grandi gruppi!. UNICREDITO E FRODI CREDITIZIE. I fallimenti e le vendite all’asta delle piccole imprese rovinate dal gruppo UNICREDITO sono un esempio di acquisizione di imprese decotte ad opera dei grandi gruppi che cercano di acquisire nicchie di concorrenza non gradita (quanto meno nella maggioranza dei casi). Intrecci tra malaffare e magistratura rendono ardue la tutele legali delle vittime di UNICREDITO, quasi sempre vergognosamente assolta in moltissimi processi truccati ad arte!. IN ITALIA L’ECONOMIA LA PUO’ FARE SOLO LA MAFIA! Ecco del perché si dissestano i crediti delle (ormai pochissime) aziende relativamente indipendenti dal mercato della MAFIA Spa e non allineate con le misure dirigiste di Prodi e Berlusconi. Per molti monopolisti come FIAT, TELECOM, ENEL, ENI,SNAM,AGIP ed altro ancora, l’evasione fiscale (tramite il meccanismo delle scatole cinesi) e la speculazione finanziaria (tramite aggiotaggio) sono all’ordine del giorno! IL PRECARIO E’ COLUI CHE NON FA PARTE DELLA CASTA DEI RACCOMANDATI. Se esiste una categoria sociale che è stata più vittima della criminalizzazione delle istituzioni e dell’economia è quella dei precari, vittime prescelte e sacrificali di un sistema autoreferenziatosi a casta che abbisogna di schiavi sui quali effettuare misure speculative (con il meccanismo del sub-appalto) e con i quali recuperare l’inevaso produttivo ed amministrativo non portato a termine da contingenti di dipendenti raccomandati. QUESTO E’ UN PAESE ED UN SISTEMA DI BUFFONI, UN SISTEMA CRIMINALE, ILLECITO,MAFIOSO, DA RADERE AL SUOLO!. I PROVENTI DEI MONOPOLISTI E DELLE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI CHE NARCOTRAFFICANO E’ SEMPRE REINVESTITO NELLA COSTITUZIONE DI CONSULTING CHE RECLUTANO MANOVALANZA INTERINALE E PRECARIA ONDE SPECULARNE NELLA FILIERA SUB-APPALTISTICA. TALI INTERMEDIARI SONO CAPITALIZZATI E CONTROLLATI DALL’ELENCO DEI MONOPOLISTI SOPRA DESCRITTO. PRECARI SVEGLIATEVI!. Il blog dal quale potete leggere queste informazioni rappresenta una forma preliminare di un futuro movimento e partito politico che verrà costituito con la finalità combattere l’attuale forma di potere illecito e criminale coincidente con la partitocrazia ed il connubio tra imprenditoria pseudo liberista ed organizzazioni mafiose. CLAUDIO LARGHI Pieve Porto Morone (Pv) Claudio-larghi@libero.it
CATTOCOMUNISMO, WELFARE ELEMOSINIERO E INDULTO
Inviato da cl2366 | Febbraio 29, '08 @ 20:13
In Italia la principale causa dell'assenza di una politica del welfare degna di questo nome si chiama CATTOCUMUNISMO. Caritas, Compagnia delle Opere (colluse con i principali gruppi imprenditoriali italiani, con la confindustria, con la partitocrazia e con le organizzazioni mafiiose) le principali responsabili della cultura elemosiniera che sostituisce allo stato ed alle regioni (ed alle provincie) il compito di avviare una politica sociale degna di questo nome. CARITAS e COMPAGNIA DELLE OPERE, in accordo con l'agenzia comunitaria AGEA (che si occupa dello smaltimento delle eccedenze della produzione agroalimentare in distribuzione a fini benefici) monopolizzano da decenni (ovviamente in Italia e solo quì) la sussistenza dei poveri e di coloro che hanno fatto un salto di classe all'indietro perchè espulsi dal mercato del lavoro. L'Italia è l'unico paese europeo dove non esiste un welfare pel le persone disoccupate o estromesse dal mercato del lavoro. I governi che si sono succeduti non hanno mai voluto affrontare il problema per una ragione molto semplice e talmente antica che persino nell'Italia pre-fascista, cioè quella giolittiana e "liberale" si riscontrava uno scenario del tutto identico a quello attuale. Persino Mussolini dovette scendere a compromessi con la potentissima chiesa che insieme alle coop comuniste ed al Partito Popolare (evolutosi in Dc nel dopoguerra) monopolizzava (in maniera tutt'altro che disinteressata) l'economia e la politica sociale in Italia. Dopo la caduta del fascismo si procedette alla restaurazione di quanto di peggio esisteva nell'Italia "Liberale" . La costituzione italiana sancì il restauro del vecchio ordine e con esso i poteri corporativi che nelle correnti comuniste e socialiste e ancor di più cattoliche trovarono ampia voce in capitolo, correnti che tarparono le ali dello sviluppo economico e culturale italiano permettendo solo ai monopolisti corporativi (gli stessi monopoli che esistono oggi) di accedere direttamente alla gestione dell'economia italiana, gestione mediata per oltre 50 dal "balletto" DC (sempre al governo), PCI (sempre all'opposizione). Dopo tangentopoli le lobby più potenti della DC confluirono nel PCI in corso di rinnovamento dando origine al DS ed al recente PD, integratosi definitivamente con PDL e dando origine al potere oligarchico che vedremo a partire dalle elezioni del 6 Aprile 2008 prossimo... Il cattocomunismo (cooperative sociali cattoliche e laiche) ha dei costi pubblici enormi e divora l'intero bilancio di spesa sociale presente in Italia e distribuito nelle regioni e province di competenza. Tale voracità non corrisponde ad una concreta soluzione dei problemi sociali presenti in Italia, anzi ne è una delle concause primarie. Finanziamenti per falsi progetti mai realizzati sono la regola nell'arcipelago del "terzo settore" a cui attingono moltissimi gruppo imprenditoriali e monopolisti che dai finanziamenti ottenuti reinvestono in parte i loro capitali e questo con la compiacenza della classe politica corrotta dalle lobby cattoliche e comuniste. I danni provocati da tali collusioni non si limitano all'incremento del debito pubblico ed alle mangerie ma a gravissime collusioni tra ampi settori della magistratura, dei partiti, del vaticano e delle varie conferenze episcopali, e degli "operatori del sociale". Tali collusioni inglobano sinergie con organizzazioni criminali e mafiose nazionali e trasnazionali e settori della finanza. Troppe cooperative sociali e di falsa solidarietà (il terzo settore) troppe ingerenze illecite ed affaristiche della chiesa nelle politiche sociali ed imprenditoriali. Collusioni tra volontariato cattolico, organizzazioni cattoliche con ambienti illeciti ed in tempi recenti persino con le organizzazioni criminali (tanto per chiarirci, i Rom, i romeni, gli albanesi e molti nordafricani che vedete in circolazione, clandestini o meno che siano sono mantenuti a spese di Caritas & Co e questo avviene anche se clandestini ed ingaggiati dalla criminalità organizzata). Per meglio chiarire quanto sopra bisogna distinguere l'iter che differenzia i centri di prima accoglienza (i CPT) i quali ospitano in prevalenza scafisti e clandestini approdati sulle coste dell'Italia del sud ed i flussi migratori "regolarizzati" dove centinaia di migliaia di stranieri (romeni, albanesi, kosovari, nordafricani, nigeriani e senegalesi) vengono "regolarizzati" tramite le "collaborazioni" esistenti tra gli operatori del "volontariato laico e cattolico", parroci ed imprenditoria "stracciona" ed il Ministero dell'interno (con scandalose connivenze tra le organizzazioni mafiose e Polizia, Carabinieri e GdF) che eroga permessi di soggiorno e regolarizzazioni di comodo ad uso e consumo del "terzo settore". Gli stranieri che vedete arrivare in Italia provengono spesso (come avviene con Romania e Albania) da paesi in crescita economica (in Romania vi è un incremento annuale del Pil del 10% e la disoccupazione non esiste in quanto moltissimi gruppi finanziari ed imprenditoriali investono da decenni in questo paese, e lo stesso dicasi, seppur in misura minore in Albania) dagli istituti carcerari di tali paesi, i quali, con scandalosi accordi segreti siglati tra il governo italiano (Prodi in prima persona) ed il governo romeno, vengono, nei fatti, esclusi ed allontanati dal loro paese per questioni di ordine pubblico e di pericolosità sociale e tendenze criminali ed accolti nel nostro paese come neo muratori e neo operai o neo braccianti (CHE ARROTONDANO DIVENTANDO MANODOPERA DELLE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI). Costano poco alla nostra imprenditoria collusa con le organizzazioni criminali (molti sono spacciatori di droga, ex assassini, ricettatori e criminali noti già nel loro paese d'origine) la quale riutilizza le tendenze criminali di questi personaggi per assoldarli nelle file del traffico e spaccio di stupefacenti e per la gestione della prostituzione, dello sfruttamento delle elemosina e per altre attività illegali. Tale prassi non riguarda solo i "clandestini" ma anche i regolarizzati con lavoro i quali integrano il reddito da lavoro con attività illecite. La chiesa cattolica opera da decenni (con la tacita complicità del Ministero dell'interno e con gruppi imprenditoriali che hanno reinvestito nel terzo settore e nel falso volontariato) con le organizzazioni criminali che fanno affluire frotte di criminali nord africani, albanesi e romeni offrendo loro vitto ed alloggio e persino posti di lavoro in cambio di collaborazione illegale e copertura giudiziaria (ovviamente sottopagati in modo tale che lo "straniero" arrotondi tramite attività illecite come la ricettazione, l'induzione alla prostituzione, il traffico e lo spaccio di droga, etc...). Moltissimi italiani (parroci, organizzazioni religiose di volontariato, imprenditori coordinati dai vari "Rotary club e Lion Club, immobiliari e società finanziarie e gruppi bancari) sono implicati e collaboratori con le organizzazioni criminali italiane e straniere. Il Business è colossale e stà devastando qualsiasi ordine precostituito di questa disgraziata nazione. Infatti la presenza di manodopera straniera, oltre che a permettere ad una imprenditoria stracciona e criminale di abbassare la media retributiva delle professioni ed espellere la manodopera italiana, ha capitalizzato enormemente i proventi di mafia e camorra le qual grazie all'attività del "terzo settore" proliferano come mai negli ultimi anni!. L'approvazione dell'indulto nel Giugno del 2006 dal neo governo Prodi (approvato da sinistra e destra con timide esclusioni di lega, Italia dei Valori, AN e, clamorosamente dei Comunisti Italiani) era finalizzato proprio alla libera circolazione di manodopera criminale nel mostro paese. False convinzioni fanno reputare all'indulto come ad una forma impunibilità giudiziaria di parlamentari e politici. Ciò non è del tutto vero in quanto esistono già nel condice penale italiano delle leggi che impediscono (vedi il caso De-Magistris) indagini preliminari nei confronti di parlamentari e capi di governo indagati per illeciti. Spetta al Ministro di Grazia e Giustizia concedere al PM la facoltà di indagare su un parlamentare. La dittatura dello stato italiano ha creato il più grande paradosso nel quale se ad essere indagato è lo stesso Ministro di Grazia e Giustizia (come lo era Mastella) il medesimo può interdire all'esercizio della professione il PM che indaga su capi di governo (come avvenne con Prodi) e sullo stesso Ministro di Grazia e Giustizia. Pertanto, cari italiani, i politici non hanno bisogno dell'indulto per autotutelarsi. L'indulto lo hanno approvato per la libera circolazione di manodopera criminale nel territorio italiano. Del resto la cultura elemosiniera della CARITAS & Co è sempre stata sostenuta dai partiti che invitano stranieri ed italiani in "difficoltà" a delinquere in cambio di quanto sopra descritto. Il buon Padoa Schioppa disse che in Italia i poveri non esistono (tranne gli stranieri) e che il sussidio di disoccupazione non serve perchè altrimenti i bamboccioni aumenterebbero. Il futuro ministro dell'economia Tremonti (indagato per le plusvalenze della cessione di 3 al gestore della fonia egiziano) , al TG4 di Sabato 23 Febbraio disse" la sinistra ci ha imposto la golbalizzazione e queste sono le conseguenze!, Noi invece la globalizzazione non la volevano e penseremo invece alla localizzazione, ai fatti concreti. Dobbiamo sostenere le organizzazioni di volontariato che distribuiscono latte, pane e pasta". BRAVO MINISTRO TREMONTI!!!. Sei un pir.... esattamente come il tuo precedessore. Hai anticipato la filosofia politica sociale ed economica del futuro governo Berlusconi ter. Più che la globalizzazione, a creare problemi è la mafia e il suo esercito di imprese in sub appalto (una infinità anche nel terzo settore) ad aver inflazionato i prezzi dei generi alimentari e devastato l'economia italiana. Nemmeno il fascismo (di cui il nostro paese avrebbe un grande bisogno) raggiunse i livelli di questa partitocrazia fatta ancora da ex democristiani che si travestono da prodiani e berlusconiani. Con il welfare elemosiniero finiremo come il Kosovo. NON VOTATE, NON VOTATE, NON VOTATE alle prossime elezioni. Claudio Larghi claudio-larghi@libero.it
NON VOTATE
Inviato da cl2366 | Febbraio 19, '08 @ 20:03
Se avete letto le sezioni di questo blog, capirete del mio appello. Astenetevi dal votare. Se votate contribuirete a legittimare il potere partitocratico chè vi farà solo promesse e vi fregherà con nuove tasse, aumento dei prezzi al consumo, più illegalità, corruzione, precarietà ed ingiustizia sociale. Questo appello è rivolto soprattutto ai precari in quanto non sono rappresentati da nessuno e sono la forza lavoro principali che traina i servizi avanzati di questo paese. Non crediate alle promesse di Bertinotti e Veltroni sul salario minimo garantito e sulla riduzione della precarietà, tasse, etc... Palle belle e buone. Vogliono il vostro voto per poi mettervela in quel posto. Pochi sanno che in caso di astensionismo superiore al 70% degli aventi diritto (salvo brogli elettorali e false informazioni di stampa e tv) non sarà possibile costiuire le camere ed il Senato. Non verrà legittimato il partito che ha ottenuto più voti non essendo stato raggiunto il quorum necessario per il cosiddetto suffragio universale. Se li votate si rimangeranno tutte le false promesse fatte. L'unico modo per delegittimare l'attuale potere mafioso partitocratico è quello di boicottarlo. Non dovete votare cheda bianca. Se lo fate apporranno un falso voto al postro vostro. Non annullate le scehde, poichè anche la scheda nulla viene considerata come voto ed incrementa il quorum dei votanti. Semplicemente non votate, state a casa e non illudetevi che sinistra o destra risolvano i vostri problemi. Loro, semmai, penseranno ai loro interessi e di quei figli di buona donna che li votano per voto di scambio, favori ed interessi personali. Claudio Larghi claudio-larghi@libero.it
ITALIANI BRAVA GENTE ?
Inviato da cl2366 | Febbraio 19, '08 @ 20:01
LIBRO BIANCO SUL LAVORO IN ITALIA
Noi italiani abbiamo la memoria corta. La P2 Coloro che hanno più di 35 anni non potranno non ricordare la famigerata loggia massonica P2 (Propaganda Due) a cui si associarono, tra il 1978 e la prima metà degli anni '80 numerosi giornalisti, tutt'oggi in voga, come Maurizio Costanzo, e numerosi esponenti imprenditoriali e politici, come il sempre verde Silvio Berlusconi, Francesco Cossiga, Andreotti e gli esponenti della corrente andreottiana (che includeva anche l'attuale Prodi e Mastella e tanti altri esponenti del PD, FI, UDC, UDEUR) e molti dirigenti dei serivizi segreti come l'ex SISMI. Tutti personaggi ancora in voga e politicamente attivi anche grazie al senatoriato a vita. Per coloro che non se lo ricordano la P2 era una associazione cospirativa (considerata giuridicamente eversiva ed illegale), apparentemente di matrice fascista e reazionaria (in realtà assolutamente apartitica, figlia della subalternità dell'Italia alle politiche estere USA e NATO, gestite dagli affari sporchi di CIA e FBI). Era priva di ideologie specifiche fuorchè il business a tutti i costi e senza etica unito ad una sinergia che focalizzava in un paese come l'Italia, a metà strada tra lo scacchiere medio orientale ed Europa il futoro ruolo di partner di organizzazioni criminali, che l'Italia avrebbe dovuto avere proprio a partire dalla fine degli anni '80 assumere i paese della futura dissoluzione del regime comunista sovietico e della futura conversione degli ex paesi satellite, come la Jugoslavia e l'Albania a futuri paesi, corridoi del narcotraffico, dei clandestini e di una fiumana di criminali senza scrupoli, futura manodopera criminale dell'Italia che si stava rinnovando...). La P2 venne ufficialmente fondata dall'ex manager Permaflex Licio Gelli. Lungi dall'essere però una semplice associazione nostalgica di un regime autoritario che Licio Gelli teorizzava in uno stato non tanto dissimile da quello degli ultimi 3 governi (anni 96-2001 Prodi, D'Alema, anni 2001-06 Berlusconi-Fini-Maroni, anni 2006-08, nuovamente Prodi e 2008-? Berlusconi). Molte delle riforme degli ultimi 13 anni trovarono ispirazione nei teoremi di Gelli, quali la Bicamerale (varata dal Governo D'Alema nel 1997), comprese molte delle riforme del welfare, giudiziarie (la separazione delle carriere di giudici emagistrati, uno specchio per le allodole che in realtà nasconde la volontà di rendere ingestibile il sistema penale e giudiziario, come nei fatti è avvenuto) e dell'organizzazione sociale ed economica varate dopo tangentopoli. La P2 era in realtà una sovrastruttura trasversale, probabilmente non molto dissimile da analoghe, ancora oggi esistenti ed anonime, che annoverava esponenti politici ed istituzionali di tutti gli schieramenti e forti legami con ambienti ministeriali, governativi, militari, dei vertici della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, imprenditori monopolisti, mafia, camorra, Brigate Rosse (le inchieste giudiziarie ed investigative, poi insabbiate, rivelarono uno strano, ed allora indecifrabile, intreccio tra terrorismo extraparlamentare di matrice comunista ed i Nuclei Armati Rivoluzionari neo fascisti, entrambi collusi con mafia, camorra ed il SISDE, SISMI. Dal rapimento ed omicidio dello statista Dc Aldo Moro, dell'omicidio del finanziere Sindona e del crack del Banco Ambrosiano) e dei Nuclei Armati Rivoluzionari (gli autori di diverse stragi di paternità neofascista, inclusa la strage di Bologna nel 1980) sembravano frutto delle sinergie tra queste organizzazioni paramilitari e mafiosa ed una sovrastruttura che manovrava una serie di gravissimi episodi di cronaca nera e dissesti finanziati al limite della fantapolitica. Le more istruttorie della prima metà degli anni '80 incapparono in una sovrastruttura che sembrava coordinare ed unificate frangie terroristiche e criminali, apparentemente antagoniste tra loro (ma solo apparentemente). La P2 era a sua volta subordinata alle direttive dei servizi segreti internazionali e soprattutto della CIA, dell'FBI e della NSA (National Security Agency), l'ente governativo americano che tutelava gli interessi interni, di tutela e di sicurezza dellle entità corporative nazionali degl USA e dei paesi alleati e succubi delle loro ingerenze con la politica interna, inclusa quella italiana (soprattutto quella italiana). La stessa P2 sembrava avere, tuttavia contatti anche con la superpotenza sovietica e con il KGB,nell'ottica delle future sinergie criminali con gli allora paesi satellite URSS. Tali sovrastrutture, poco note ed operanti in un regime di riservatezza assoluto integrano nelle funzioni pubbliche ed economiche flussi di denaro provenienti da attività illecite, criminali ed anche extragovernative. Ricordiamoci che persino lo sbarco delle divisioni corazzate USA nelle coste italiane, durante l'ultimo conflitto, venne abilmente gestito tra i connubi esistenti tra la mafia italoamericana, il governo americano ed il dipartimento della difesa!.Pertanto, la mafia, soprattutto negli interessi comuni USA ed Italia, la fà da padrona da oltre 60 anni!. Coloro che non ricordano la P2 (perchè smemorati...) o non la conoscono perchè giovani, ora sapranno che il famigerato disegno piduista di connubio tra forze criminali paramilitari, forze eversive e forze politiche autoritarie, eticamente e moralmente repressive, perfettamente allineate con un sistema finanziario ed economico integrato alla mafia, senza etica, speculativo e senza regole, ha trovato applicazione nelle riforme sociali ed economiche degli ultimi 15 anni, piaccia o no ammetterlo (non che prima le cose andassero meglio...). Questa, che apparentemente sembra fantapolitica, è una squallida realtà con cui dovremo fare i conti anche in futuro. Il sistema "Italia" non è uno stato liberista, ne tantomeno democratico (è addirittura una minaccia per la stessa Europa, essendo un crogiolo di criminalità e corruzione il cui modello incomincia a fare gola anche a qualche statista europeo visti gli ingenti capitali accumulabili dalle transazioni criminali e da una politica pseudoliberticida messa in atto dai govenri Berlusconi, Prodi e D'Alema che stà diventando modello di ispirazione per quegli stato membri che voglio attuare una "redistribuzione" dei redditi con espopri dei ceti medio bassi verso i ceti medio alti e privilegiati). Il nostro paese è una una delle peggiori espressioni di corruzione e malaffare di Stato che la storia contemporanea ha mai annoverato, una vera dittatura aggravata dall'integrazione delle istituzioni e dell'economia con gli apparati mafiosi e camorristi, ed in tempi recenti con le organizzazioni criminali russe, albanesi, romene e nigeriane. E' inutile negarlo. La liquidità delle organizzazioni criminali e delle società finanziarie che sottendono la capitalizzazione dei proventi derivanti da narcotraffico, da traffico di clandestini, prostituzione, riciclaggio, esportazione illegale di valuta derivante da corruzione etc... ha fatto gola ai governanti italiani sin dal dopoguerra, concretizzando il proprio potere d'azione a partire dalla fine degli anni 60 e inizio anni '70. Solo con tangentopoli (nonostante la fedeltà dirigista dimostrata dal compianto Bettino Craxi, massone pure lui... ma vittima di una logica di livello superiore che voleva l'attuazione di un modello di "compromesso storico" alternativo a quello proposto dal martire Aldo Moro!, cioè l'ingresso di una sinistra finanziaria e dirigista come quella espressa negli ultimi 14 anni dall'ex PCI) l'eversione piduista ha trovato concretizzazione e dimostrato la sua matrice eversiva e destabilizzatrice (dopo solo 10 anni dalle inchieste giudiziarie, in un'epoca in cui l'Italia aveva già dimenticato le potenzialità piduiste). Mai nessun paese ha mai raggiunto un livello così estremo nel cosiddetto mondo occidentale (trattasi di una dittatura partitocratica che trae beneficio dal disordine sociale, dall'illegalità, dai connubi mafiosi e come tale non è percepita come tale poichè non richiede limitazioni dirette delle libertà individuali ne uno stato poliziesco). Ricordatevi, cari smemorati..., quando i politici parlano di economia liberale, flessibile e competitiva, loro, non si riferiscono alle economie liberali di Blair o degli economisti USA. Loro si riferiscono al monopolio corporativo e mafioso che noi possiamo identificare nell'attuale sistema economico e politico italiano, ufficialmente cappeggiato dai Prodi e Berlusconi (ma sui quali lavora un retroterra di personaggi finanziari, banche, lobbies e poteri occulti di matrice anche criminale), dai manager delle principali corporazioni bancarie, finanziarie ed economiche stataliste e monopoliste (vedi anche le fusioni bancarie recenti e le scalate di Tronchetti Provera, La Popolare di Lodi, Ricucci, Coppola ed il sempre verde Ligresti ed ovviamente la coppia devastatrice Prodi-Berlusconi). Eurolandia L'introduzione dell'Euro in Italia ha coinciso con la generazione di cartelli speculativi ed inflazionistici la cui origine è imputabile ad una filiera di cooperative e consorzi logistici di autotrasportatori cappeggiati da cartelli legati al mondo di mafia, 'ndrangheta, camorra e nei tempi recenti anche da mafie dei paesi balcanici e russi. Possiamo dire che la conversione della vecchia valuta all'euro (a cui il buon Prodi ha laboriosamente lavorato anche come Parlamentare europeo per arrivare al disastro attuale) ha coinciso con l'inserimento di una catena incontrollata di distributori intermedi in quantità anomala ed ingiustificata, responsabile diretta dell'inflazione incontrollata degli ultimi 6 anni. In controdendenza il potere d'acquisto dei salari medi (a partire da coloro che negli ultimi anni sono passati, forzatamente da contratti indeterminati a contratti a termine "precari") si è ridotto in una misura incontrollata ed indegna di un paese che tutto è fuorchè civile (questa è la logica dei mafiosi!). L'assenza del controllo dei prezzi è stata fatta passare, per troppo tempo, come un principio liberale dove non si possono e non si dovrebbero applicare delle regole antispeculative nel nome della libera concorrenza. Se in questi anni, l'autorità giudiziaria, le divisioni investigative antimafia e la guardia di finanza avessero fatto il loro dovere (non lo fanno perchè sono controllate dalla partitocrazia e dalle stesse organizzazioni criminali), non assisteremmo al crollo del potere d'acquisto associato ad una inflazione incontrollata di cui tutti sappiamo. Anche nella speculazione della filiera alimentare e dei beni di prima necessità la regola del sub-appalto ha fatto danni incalcolabili esattamente come nel mercato del lavoro e l'origine di tale anomalia risiede in una penetrazione della criminalità organizzata, della mafia, della camorra, nell'economia reale, nelle istituzioni, nella politica e nel mondo finanziario, oltre che in un tacito consenso, nella stessa società civile. La logica del riciclaggio di denaro sporco ha imposto la proliferazione di una pletora di società operanti nel campo del sub appalto dei servizi, della finanza e della logistica, al servizio di enti pubblici e aziende monopoliste. Persino il fenomeno del "made in Cina" trae il principale sviluppo dal mercato interno italiano, per una buona percentuale depauperato dalle recenti riforme economiche e sociali che hanno, da un lato sostituito la classe "proletaria" e medio-bassa con i flussi di lavoratori stranieri a basso salario, e dall'altro l'emergente fetta di precari, principari consumatori, loro malgrado, della paccottaglia importata dalla Cina. La Camorra, sin dagli anni '70 ha enormemente favorito gli scambi con l'ex protettorato UK di Hong-Kong (tessuti e stoffe per abbigliamento, come export e paccottaglia di ogni genere come import, quella che alcuni decenni fà vedevamo solo nelle bancarelle di alcuni mercatini e soprattutto nella città di Napoli) e con la mafia cinese che controllava i porti del protettorato e di una parte dei paesi del sud-est asiatico. Ricordiamoci pertanto il business che molte multinazionali USA, UK fanno con il governo cinese e con il neo-colosso economico CINA, poichè le basi vennero fondate dalle mafie locali italiane, piaccia o meno ammetterlo e crederci!. ANCHE QUESTA E' L'ECONOMIA DI MERCATO... Mafia e inflazione
Sono maturi i tempi perchè venga finalmente adottato un calmiere dei prezzi che stabilisca delle quote minime che non possono essere superate nell'accesso ai beni di prima necessità, oltre che la definizione di un trattamento minimo salariale, l'abolizione dei contratti a progetto, del lavoro interinale e dei contratti a termine. La flessibilità deve essere adottata solo in una fase preliminare dei contratti indeterminati, limitatamente ad un tempo sufficiente per permettere al datore di lavoro ed al lavoratore di conoscersi reciprocamente e solo per i candidati al primo,impiego, senza possibilità di reiterare tale formula all'infinito come invece avvenne oltre 23 anni fa coi vecchi contratti di formazione lavoro e come avviene oggi con la precarietà (pacchetto Treu e DLg 276/03 Legge Biagi). Per contro è necessario applicare un incremento radicale delle misure di ispezione, monitoraggio e repressione per le aziende e le società, in generale, che attuano forme di sfruttamento, schiavitù, e abusi nei confronti dei loro dipendenti e collaboratori. Anche in tema di rispetto delle norme di sicurezza negli ambienti di lavoro è necessario potenziare e riformare gli Ispettorati del Lavoro da decenni non effettuano più ispezioni nelle aziende, nelle industrie e nei cantieri.Sono inoltre necessarie riforme dei contratti collettivi nazionali (CCNL) e lo stesso ruolo della funesta e triplice CGIL, CISL e UIL dovrebbe essere ridimensionato se non abolito. Questo dovrebbe avvenire a partire dalla soppressione dell'autofinanziamento che i sindacati ottengono dal prelievo fiscale dei lavoratori, anche precari, lavoratori "flessibili" che i sindatati non tutelano e che non riconoscono nel loro ordinamento, corporazioni che potrebbero essere rimpiazzate da associazioni di categoria che tutelino e rappresentino le singole categorie professionali e lavorative. A quanto sopra, la società ha contribuito in maniera decisiva e con colpe non indifferenti. Le manfrine della perdita d'acquisto dei salari è uno specchio per le allodole che non riflette le reali condizioni reddituali del paese, un paese meno povero di quello descritto poichè vi sono 6 milioni di lavoratori hanno il doppio lavoro, spesso in nero, lavoro sottratto ai precari e disoccupati, come da decenni avviene. Molti di questi sono i dipendenti del pubblico impiego che raramente lavorano per 8 ore al giorno e che raddoppiano il loro reddito ufficiale col secondo lavoro. Se da un lato vi sono pensioni da indigenza e da terzo mondo, vi sono però anche molti pensionati (titolari di pensioni abbondantemente superiori ai 1000 euro) che proseguono in nero la loro attività lavorativa e professionale per decenni. Vi sono addirittura dei casi (questo è il paese dei pazzi!) di precari contenti di esserlo perchè ricevono percentuali in nero sulla loro retribuzione e così "possono evadere il fisco". Per impedire tutto questo sarebbe necessario rendere illegale la pratica della raccomandazione e del votoscambismo (il raccomandazionismo ha generato e favorito il fenomeno della precarietà, in quanto è dilagante il cosiddetto "fancazzismo" negli ambienti di lavoro il cui organico è prevalentemente costituito da personale raccomandato) oltre ad avere un Ispettorato del Lavoro ed una Agenzia delle Entrate degne del loro nome!. Per contro, se questo è il paese del doppio lavoro, spesso nemmeno il primo viene svolto con efficienza. Come tutti sappiamo, in Italia si lavora poco e male e per compensare l'inefficienza dei dipendenti reclutati con votoscambismo e/o per fenomeno di raccomandazione clientelare ed amicale nelle aziende pubbliche e private, è emersa la necessità dell'introduzione di una figura professionale senza diritti e con soli doveri. Visto il recente passato nel quale le aziende erano obbligate ad assumere a tempo indeterminato i dipendenti "sfigati" non raccomandati (il film Fantozzi era una realistica parodia di questa figura realmente esistita) trasformati in schiavi e gioppini, i quali, dopo qualche tempo si ribellavano avviando cause contro l'azienda e spesso vincendole grazie alle ormai estinte "Toghe Rosse" che rivoltavano i datori di lavoro inadempienti, la figura del consulente precario, dell'interinale calza a genio all'evoluzione del nuovo Fantozzi che è talmente povero rispetto al vecchio Fantozzi che la Bianchina, la casa con divani e poltroe cellofanate e la figlia Mariangela-Cita sarebber un lusso al giorni d'oggi! Soluzioni? Estraniando definitivamente il mondo politico clientelare dal mercato del lavoro, oltre che imporre rigidi controlli sulle gestione del personale nei luoghi di lavoro con punizioni esemplari delle aziende e dei datori di lavoro che commettono abusi ed illeciti si potrebbe, almeno in parte ridimensionare la piaga della precarietà. Sembra un paradosso ma proprio l'abolizione dell'art 16, darebbe addirittura una spinta al rinnovo del personale fancazzista di cui rigurgitano aziende pubbliche e private, tanto... anche con l'attuale ordinamento che tutela solo i raccomandati a scapito di coloro che il lavoro lo hanno trovano onestamente... tanto vale abolire tale articolo... . La battaglia sull'art. 16 è una presa in giro! Urge, semmai, finalmente una legge che punisca il mobbing aziendale. Siamo l'unico paese al mondo a non possedere nell'ordinamento giuridico una legge che riconosca e punisca il mobbing, il quale, se praticato da più di due colleghi e/o superiori deve essere assimilabile al reato di associazione per delinquere con tutte le aggravanti del caso. Delocalizzazione. Ritornando alla Camorra di Napoli ed al porto di Hong Kong ...è' necessario disincentivare la delocalizzazione tramite imposte obbligatorie che impongano alle aziende che si trasferiscono in paesi con bassi costi di manodopera di attuare, per contro, un trattamento minimo salariale dei dipendenti del paese ospite e nel contempo di una imposta sociale che finanzi gli ammortizzatori sociali del paese di origine, cioè di una imposta di riscatto per la disoccupazione generata dal trasferimento dell'azienda all'estero. Le coop criminali
Anche il cosidetto "terzo settore" (la "solidarietà sociale", delle cooperative, del mondo cattolico, delle coop "rosse") vede antichi e profondi connubi e collusioni col mondo politico affaristico e con ampi settori della criminalità organizzata. Il terzo settore (mondo delle coop di solidarietà) è spesso colluso col caporalato che gestisce i flussi migratori e con associazioni solidaristiche come la Compagnia delle Opere e Caritas, monopoliste della sussidiarietà pubblica che anzichè essere gestita dalle istituzioni statali, regionali e provinciali viene gestita da associazioni private colluse con imprenditori e politici. Oggi la Caritas è un business per i produttori di pasta, riso, latte in eccedenza. Possono finalmente smaltire le eccedenze ricevendo addirittura contributi dalla UE per la produzione di derrate alimentari destinate ai banchi benefici, come di fatto avviene in Italia. Se sono vere le statistiche di crollo dei consumi di latte, riso e pasta... è forse probabile che qualche milione di persone (precari e pensionati), negli ultimi anni mangia "grazie" alla Caritas che distribuisce pacchi viveri contenenti pasta prodotta dalla Barilla senza marchio di fabbrica, riso Scotti e riso Curti, senza marchio di fabbrica, latte Parmalat, Polenghi e forse anche produttori romeni senza marchi di fabbrica. MA CHE BUSINESS LA POVERTA', VERO?. Spesso il "terzo settore" (di cui fanno parte anche Caritas e Compagnia delle Opere, più le hobbies che le rappresentano bene in parlamento italiano ed europeo, nel Vaticano, nello Ior, etc...soffoca l'autoimprenditoria, quella onesta, che non riesce a competere nel mercato perchè incontra la concorrenza di cooperative sociali finanziate e favorite negli appalti e nello stesso ciclo produttivo. E' necessario regolamentare il cosiddetto "terzo settore", limitandone l'attività solo per l'inserimento nell'ambiente lavorativo di soggetti esclusi per travagli esistenziali, tossicodipendenze e malattie mentali. Viste la mangerie del terzo settore sarebbe molto utile che venissero erogati sussidi di disoccupazione e di sostegno al reddito anzichè le eccedenze alimentari del business-mafia Caritas. Molto spesso, gli operatori della "solidarietà sociale" non hanno alcuna funzione sociale ne solidaristica ma di semplice sfruttamento degli sgravi fiscali e burocratici derivanti dalla gestione di coop di solidarietà sociale che negli ultimi anni, di sociale ha avuto ben poco, diventando, spesso e volentieri, uno strumento di sfruttamento, se non una concretizzazione della diffusione di manodopera straniera gestita e mediata dal caporalato criminale. Oltremodo,le recenti inchieste giudiziarie dell'ex Pm, defenestrato dal CSM, De-Magistris hanno fatto emergere gravi collusioni della Compagnia delle Opere con settori della criminalità e con settori della Politica affaristica che gestisce e favorisce gli appalti, collusa con la crminialità organizzata (e questo non sarebbe l'unico caso ma uno dei tanti).Molti imprenditori senza scrupoli si celano dietro il mondo della "solidarietà". L'invasione
E' necessario introdurre una regolamentazione che metta ordine e chiarezza nella permanenza di immigrati nel territorio. E' necessario stabilire dei periodi massimi di disoccupazione per la popolazione straniera, superati i quali, il permesso di soggiorno deve essere revocato poichè non è onere del paese ospite sostenere dei costi di sussistenza per cittadini stranieri, essendo una competenza ed un dovere del paese di origine. E' necessario procedere all'espulsione dei soggetti che delinquono e socialmente pericolosi. La logica della falsa solidarietà (sotto forma di flussi di ingresso incontrollati di clandestini e di stranieri) deve essere rimessa fortemente in discussione poichè, sino a prova contraria, prevale la sovranità nazionale che dovrebbe tutelare i problemi sociali ed economici dei cittadini italiani e non degli immigrati, spesso introdotti per fare concorrenza alla manodopera locale e per favorire un crollo dei salari (molti stranieri "arrotondano" anch'essi con doppi e triple occupazioni ed ahimè con lo spaccio di droga e ricettazione ed altri illeciti ancora...). Un paese a crescita zero ed in recessione da molti anni, come l'Italia, non può e non deve attuare delle forme di dumping sociale dove la crescita occupazionale e solo prerogativa dei cittadini extracomunitari, cosi'come l'accesso a forme di sussistenza come la precedenza nell'assegnazione di alloggi popolari a scapito dei ceti più deboli appartenenti alla cittadinanza italiana. Tale logica (in un paese in recessione) sottrae ed espropria, risorse e diritti ai cittadini che per anni hanno foraggiato le casse previdenziali, i cui fondi vengono utilizzati per la sussistenza degli immigrati, costringendo gli ex lavoratori italiani a diventare dei disoccupati cronici esclusi dal mercato del lavoro perchè considerati troppo costosi. Ovviamente la politica salariale deve introdurre dei trattamenti retributivi minimi che riducano la fuga di molti italiani da alcune professioni come nell'edilizia, nel settore manifatturiero, nell'agricoltura e nella zootecnia. La gestione separata. Come molti sanno, nel resto del mondo, negli stati dove si accoglie manodopera straniera, si costruiscono alloggi popolari e spesso con il contributo obbligatorio delle organizzazioni industriali ed imprenditoriali che si avvalgono di manodopera straniera. IN Italia invece no!. Sono 30 anni che non si fanno alloggi popolari, in un paese dove esiste il peggior mercato immobiliare più caro d'Europa, dove pensionati vedovi o separati vivono e crepano in baracche perchè non aventi diritto di graduatoria, dove singoli o coppie monoreddito o senza reddito, con figli, devono cedere il posto agli immigrati. In un paese da oltre 16 anni a crescita zero si espropria a coloro che già avevano poco per dare a quelli che dovrebbero invece avere dai loro datori di lavoro. Quando i datori di lavoro italiani provvederanno a finanziare nuove case popolari per la loro manodopera a basso costo anzichè preferire che la "loro" manodopera arrotondi spacciando droga?.Forse c'è un connubio tra mafia e datori di lavoro di extracomunitari?... forse forse... Il Pubblico Impiego. Da oltre 50 anni manteniamo buona parte dei dipendenti del pubblico impiego, che magari ricevono 1300 euro come stipendio medio ma hanno quasi tutti il doppio lavoro (la sinistra continua a dire che vivono di stipendi di sussistenza... palle!). Il posto fisso (prerogativa però anche del raccomandazionismo nelle aziende private) è stato merce di scambio per voti elettorali e malcostume, figlio di una cultura para mafiosa se non mafiosa di cui noi italiani siamo maestri nel mondo. Di riforme del lavoro, negli ultimi 20 anni e passa, ne abbiamo viste molte, spesso troppe, ma nessuna riforma ha mai toccato il carrozzone del pubblico impiego che, non dimentichiamo, non include solo i ministeri, le amministrazioni regionali,provinciali e comunali, ma anche le ASL, le strutture ospedaliere e le baronie in esse presenti, oltre che l'agenzia delle entrate, la polizia di stato, carabinieri, polizie locali e guardia di finanza. Tutti sappiamo delle gravi omissioni delle stesse forze dell'ordine e della Guardia di Finanza, delle agenzie delle entrate e del sistema giudiziario e dei livelli di corruzione in esse presenti. Tutte proliferano, come se non bastasse, di personale fancazzista, come spesso avviene,in regime di corruzione votoscambista. La filosofia del fare "il favore" di questo o quel personaggio genera un mare di omissioni, protezionismi e favoritismi sino a generare l'ingovernabilità degli apparati istituzionali.E' pane quotidiano assistere a vertici di polizia e carabinieri, spesso inadempienti nei confronti del controllo territoriale se non addirittura organi ingovernabili ed incontrollati, molte volte collaboratori diretti di organizzazioni criminali (mafia, camorra, racket, ricettazione, flussi migratori, narcotraffico, prostituzione, clientelismo, favoritismo, persecuzione e violenze mai processate ed altro ancora...omissis!). Allo stato attuale la Mafia e la Camorra, associatesi, negli ultimi anni alle mafie albanesi, russe, romene sono, nei fatti più forti molto più forti ed organizzate dell'intero contingente di forze dell'ordine e dello stesso Stato. La loro forza non è solo organizzativa e paramilitare ma soprattutto finanziaria. Quello che conta oggi è il peso dei propri capitali! e le banche aprono le porte a questi criminali! Non è un caso che entrambi gli schieramenti di destra e sinistra abbiano votato l'indulto per favorire la manodopera criminale di tali organizzazioni. Nell'indulto e nella Riforma "Pecorella" un pubblico ufficiale può diventare oggetto di resistenza e violenze da parte di un soggetto arrestato e/o sottoposto ad accertamenti, senza che scatti automaticamente la denuncia per resistenza ed oltraggio a pubblico ufficiale. Devono essere gli agenti a presentare querela come i comuni cittadini...). Lo stesso dicasi per il sistema giudiziario, colluso con il mondo politico, fatto di parlamentari galeotti ed amici in doppio petto di capi clan mafiosi,che per tutelare i loro interessi e per avere una manodopera criminale sempre in libertà hanno proposto, unico caso al mondo, la depenalizzazione di tutti i reati prescrivibili in 3 anni di reclusione, cioè l'indulto. La "cosa pubblica", in tutte le sue forme deve essere riformata a partire dai contratti del pubblico impiego. Riduzione delle provincie, riduzione del personale amministrativo in eccesso nei ministeri (redistribuendo, per esempio, i dipendenti verso enti sotto organico, come le Preture verso i tribunali), riduzione del personale amministrativo di regioni e comuni (anche con il licenziamento, la dove necessario, attuando, per via "pietosa" il recupero degli ex dipendenti con progetti di riqualificazione e reinserimento nel settore privato). Trasferimento degli "impiegati" delle forze dell'ordine nelle attività di pattuglia e di controllo territoriale (come tutti sanno la maggiorparte degli operatori di Polizia, Carabinieri, Polizie locali e finanzieri fa lavori d'ufficio, spesso negli uffici non farebbe nulla!). La flessibilità costa! Attualmente il maggior consumatore di lavoratori interinali è lo Stato in tutte le sue forme. Interinali nel ministero dell'interno, interinali nell'amministrazione pubblica, interinali nelle amministrazioni provinciali e cittadine. Consulenti precari in progetti gestiti in sub-appalto che smaltiscono il fancazzismo del pubblico impiego. Tutti rigorosamente poveri ma fonte di ricchezza per il caporalato post-moderno costituito da agenzie interinali e società di consulenza, tutte di proprietà di deputati, parlamentari,assessori e capitalizzate tramite il meccanismo delle scatole cinesi da banche, coop, sindacati, partiti, monopolisti e grandi aziende. Stop ai concorsi pubblici, la dove sia possibile, ed equivalenza dello Statuto dei Lavoratori del pubblico impiego a quello dell'impresa privata (CCNL), stessi doveri e non solo diritti e possibilità di essere licenziati anche per i "lavoratori" del pubblico impiego!. Per risolvere quanto sopra urgerebbero assunzioni solo tramite i Centri per L'impiego (previa riforma e potenziamento degli stessi) per l'amministrazione pubblica e per quella locale esattamente come proposto per tutte le assunzioni nel settore privato. Rigorose verifiche e controlli anti corruzione nella candidatura e selezione del personale nel pubblico impiego. Divieto di candidatura per soggetti con legami parentali, sia stretti che collaterali,nell'assunzione dipendenti di qualsiasi ente o ufficio ministeriale, regionale, provinciale,comunale e soprattutto nessun legame di parentela con politici, assessori, sindaci, parlamentari, senatori, etc... . Apertura e trasparenza al collocamento nei settori privati e pubblici dell'economia, dei servizi e delle infrastrutture.
Lo strapotere dei monopolisti. Telecom, Enel, Eni, Snam, Agip, Rai, Mediaset, Fiat, Pirelli, Gruppo Rizzoli-Corsera, Mondandori, gli stessi gestori della fonia mobile come 3, Vodafone, Wind e Tim, gruppi bancari, finanziari e tanti altri ancora sono i principali richiedenti e fruitori delle riforme Piduiste degli ultimi 20 anni. Le corporazioni di cui sopra sono una sovrastruttura che pilota l'attuale classe politica, resa indifferenziata e complementare nei suoi schieramenti di destra e di sinistra e nelle infinite alternanze Prodi-Berlusconi (entrambi ultra settantenni.... nemmeno Pinochet condusse la sua dittatura a tale età...) a cui abbiamo assistito negli ultimi anni. I suddetti operano in un regime di monopolio o di dupolio favorito da una classe politica che ha regalato ai medesimi tutto quello che era possibile regalare (ricevendo in cambio massima tolleranza nei conflitti di interessi degli ultimi capi di Governo) L'assenza di regole ed etica dell'attuale classe politica, unita alla tutela degli interessi corporativi dei monopolisti ha generato tracolli economici e finanziari, recessioni e crescita zero. L'indotto imprenditoriale, finanziario, bancario, capitalistico, putroppo, anche illecito e bancarottiero dei colossi sopra elencati (tramite il meccanismo delle scatole cinesi) è all'origine di decenni di debiti pubblici contratti tramite i sistemi di appalti, sub appalti, evasione fiscale, paradisi fiscali, società e fiduciarie "off-shore", esportazione illegale di valuta e connubi con la mafia e fenomeni di corruzioni a tutti i livelli. Non parliamo poi degli accordi criminali che diversi manager dei gestori dell'energia hanno effettuato con i prpduttori energetici russi ed arabi. Questo ha portato alle super bollette ed alla super benzina di cui tutti sappiamo (di cui il principale esattore è l'agenzia delle entrate). Anche il mercato del lavoro è stato stravolto dalle corporazioni di cui sopra che pretesero ed ottennero la flessibilità per gestire meglio i loro appalti e sub-appalti risucchiando le retribuzioni dei collaboratori precari e flessibili. Le entità corporative di cui sopra attingono da anni ai finanziamenti del FSE (inclusi quelli riservati al welfare ed alla sussistenza sociale ed alla promozione umana) essendo azioniste delle principali società ad interim presente sul territorio italiano, società e/o consulting che assumono precari per appalti milionari i cui costi esauterano i bilanci messi al varo dalle varie finanziarie, aumentando il debito pubblico. La flessibilità ha un costo enormemente superiore a quello della stabilità professionale. Le nuove generazioni. Diciamo che sono un disastro di omologazione, ingoranza ed individualismo sfrenato, al pari di come lo sono i loro genitori che fecero il '68!. Se coloro che hanno 50-60 sono, per forza di cose, rassegnati o indifferenti, coloro che invece, dai 40 anni in giù non hanno conosciuto che precarietà e mantenimento dei propri consumi dalla famiglia di origine, sarebber altrettanto indifferenti sul loro futuro. Entrambi attendono che cali dal cielo la grazia di San Precario, o di S. Gennaro o di un Beppe Grillo, forse anch'esso manovrato dalla classe politica, che riformi la politica e la addomestichi alle esigenze di una società che è stufa dello sfascio corruttivo ma che non vuole muovere un dito per cercare di cambiare le cose. Sarebbe più corretto dire che le "nuove generazioni" sono vecchie come i loro genitori, poichè ragionano come loro!. Aspettano che arrivi la raccomandazione dal cielo. Guardate cosa è accaduto in Francia lo scorso anno. E' bastata una mini riforma del lavoro (possibilità di licenziamento degli under 26, per favorire il ricambio occupazionale) ed è stata guerra civile. E' probabile che in quel paese il lavoro lo si trovi con i centri per l'impiego più che dal politico di turno,come invece avviene in questo paese di mer... Le soluzioni? La magistratura doveva, in questi anni, fare quello per cui è onerosamente pagata (lo stipendio di un magistrato, è molto prossimo a quello di un deputato parlamentare, essendo, gli stessi magistrati il braccio armato della partitocrazia, un braccio armato, rappresentato dal CSM che mette alla gogna gli eretici come il De-Magistris o giovani magistrati, come la Forleo). Lo stesso dicasi per le varie "autority" che fingono di non vedere e non sapere o non potere... o si appellano a distorti principi liberistici. L'antitrust nemmeno si è mai degnata.... Che dire...come consolazione sarebbe bello imporre una bella imposta (sul 10% del fatturato di tali gestori) di indennità da regime di monopolio da utilizzare per fini sociali (ovviamente non quelli riservati al terzo settore e quelli gestiti dalla Caritas e Compagnia delle Opere). I reati di Mafia, riciclaggio di denaro e collusioni tra mafia ed istituzioni. Come tutti sanno, le organizzazioni criminali commettono, per l'appunto, dei crimini. Questi crimini, non sono solo a danno del patrimonio privato e pubblico ma soprattutto contro l'umanità. La mafia e la sinergia esistente tra mafie intrnazionali rappresentato un attentato all'umanità senza precedenti. Un attentato di gran lunga superiore a quelli commessi dalle più recenti dittature, incluso il nazismo ed il comunismo. La necessità giuridica di assimilare l'organizzazione mafiosa al reato di crimine contro l'umanità nasce, non solo, dai proventi (colossali) capitalizzati da tali organizzazioni. Nasce dall'attentato alla salute ed all'integrità collettiva che il narcotraffico, il racket, le penetrazioni nelle istituzioni determinano nei confronti della popolazione. Da queste constatazioni emerge un domanda?. Quanto conviene mantenere in vita gli esponenti di organizzazioni mafiose e le figure istituzionali con esse colluse?. Tutti sappiamo l'attività criminale condotta da boss mafiosi e personaggi istituzionali e del mondo finanziario ed imprenditoriale con essi collusi. Conviene mantenerli a vita e permettere loro di continuale a condurre agli arresti domiciliari e nei carceri le loro attività criminali?. La pena capitale, che piaccia o no al caro Pannella non può essere abolita nei confronti dei crimini commessi contro l'umanità da personaggi che cospirano contro lo stato, le istituzioni e la collettività, verso organizzazioni criminali ancora presenti ed operanti su vasta scala territoriale. Conclusioni E' inutile pretendere che la classe politica si autoriduca lo stipendio, si autodimezzi le pensioni, gli anni di ricandidatura a Parlamento e Senato. Non lo faranno mai e quando lo propongono demandano il tutto alla successiva legislatura, la quale riforma nuovamente il mandato precedente ripristinando le cose come prima e peggio di prima. E' inutile pretendere che i politici risolvano da soli i problemi che i medesimi hanno creato e su cui campano e si arricchiscono. L'autoreferenziazione è infinita senza una ribellione della società civile che ne è vittima!. Per imporre loro un cambiamento è necessaria una crescita morale e culturale dello stesso elettorato e della stessa società italiana, complice diretta e volontaria della distruzione morale ed economica di questo paese. Sarò anche razzista... ma stiamo pagando il prezzo della meridionalizzazione della società civile. Siamo divenuti tutti corrotti come lo era lo stato Borbonico ed abbiamo Napoli come capitale morale d'Italia. I politici, da soli non cambieranno mai finche troveranno voti, nulla importa che siano di destra, centro o sinistra. Finchè vengono votati si faranno gli affari loro a spese nostre. State attenti. perchè le nuove elezioni ed il prossimo governo non risolveranno nulla. Si faranno solo i cazzi loro e mai i vostri!. Le liste civiche sono, putroppo, al di là dei loro "nobili" intenti, acqua di rose per la mastodontica associazione per delinquere rappresentata da partiti, banche, impresa e magistratura. Non c'è Beppe Grillo che tenga. Non c'è "Striscia la Notizia che tenga". Non c'è "le iene" che tenga. E' pura "fiction"!. Inutile sperare di moralizzare questa gente ed attendersi l'autoregolamentazione dai partiti. Queste speranze vennero già riposte 16 anni fa con Mani Pulite, in DiPietro, nella Lega, nella "rete" di Leoluca Orlando. Già allora si temeva che lo smantellamento del "vecchio" e la sostituzione con il "nuovo", senza una mutazione radicale di regole e sistema (anche da parte della base, dell'elettorato, della società che è speculare alla corruzione politica, in quanto anche noi siamo dei "furbetti". Per fare un esempio, in Italia, il 94% delle assunzioni a tempo indeterminato avviene tramite raccomandazione e vi è da chiedersi in quale percentuale sia gestita anche dai politici... persino nel precariato stanno prevalendo criteri clientelari...) non avrebbe cambiato nulla. Così è stato...! anzi, è tutto peggiorato. Così facendo i partiti cambiarono nome ma non abitudini ed i lestofanti che vi erano allora li abbiamo ancora oggi come senatori a vita e come capi di governo). Il qualunquismo ed il populismo sono un errore!. Beppe Grillo vi inculerà! Le liste civiche vi inculeranno essendo manipolate dagli stessi politici che vi fanno credere che esiste ancora pluralismo,società civile e democrazia. Zero, niente, non c'è più nulla di tutto questo!. Finiamola col dire che il popolo è vittima del potere. Il Potere usa il popolo come complice e come referenza. Lo disse già Schopenhauer 200 anni fa!. Non c'è differenza tra l'ultimo cittadino ed il primo cittadino di una nazione. Quest'ultimo fa più danni perchè ha più potere. Il secondo li fà a se stesso perchè non ne ha e perchè non può farlo... ma ma non è più buono dei potenti... e' esattamente come loro. Dobbiamo fare molta attenzione poichè questo Stato, nella sua inespugnabilità di casta, difesa a suon di indulti e magistratura, è volontariamente debole ed assente, al punto tale che se oggi abbiamo la mafia al potere, tra qualche anno o al massimo decennio avremo diverse mafie al potere, mafie nordafricane, albanesi, romene, nigeriane, russe ed altro ancora....trasformandoci in una nuova Kosovo.Siamo prossimi a questo futuro caos che in parte è gia presente ed è addirittura storia recente!.
COME USCIRE DALLO SFASCIO ITALIANO
Inviato da cl2366 | Febbraio 19, '08 @ 19:59
1 Definizione di un minimo salariale per tutte le fasce professionali. 2 Chiusura delle frontiere agli immigrati onde impedire ulteriori scenari di destabilizzazione sociale di cui le forze politiche si sono rese protagoniste negli ultimi anni. Le risorse sociali in questo paese sono poche ed ancor meno le offerte di lavoro. Non è pertanto giustificato un ingresso così massiccio di stranieri. E' necessario utilizzare le esigue risorse del welfare e del mercato del lavoro per un uso interno dedicato alla sola popolazione italiana disoccupata e/o precaria. Ancor meno è lecita la forma del dumping sociale dove l'escalation dei diritti riservati ai cittadini stranieri è superiore ai doveri invece riservati ed imposti ai lavoratori precari.Il motivo per cui molti italiani rifiutano lavori degradanti, destinati agli immigrati, è dovuto alle condizioni salariali incompatibili con la stessa esistenza. Per gli stranieri un basso salario viene compensato da facile accesso agli alloggi popolari, a forme di integrazione reddituale tramite sussidi, all'accesso gratuito a scuole, asili, ospedali, assistenza legale, etc.... ammortizzatori invece negati agli italiani come tutti sanno. E' triste oltremodo ammettere che molti stranieri arrotondano l'attività lavorativa con attività illecite, come la ricettazione, lo spaccio di droga e tutte quelle devianze spesso proposte dalle organizzazioni criminali colluse con gli imprenditori che reclutano manodopera straniera. 3 Interdizione alla vita politica dei pregiudicati (l'avevo in mente ancor prima che lo propose Grillo), sgancio dell'Italia centro-meridionale dal Nord Italia e soppressione delle competenze amministrative attualmente concentrante nel Parlamento e Senato + Camera romane, bonifica dei partiti dai legami con la mafia e camorra, bonifica dell'economia dal riciclaggio di denaro sporco, repressione contro la diffusione di droghe leggere e pesanti (che sono la principale ricchezza dell'attuale economia nera italiana e non solo nazionale), traslazione del lavoro precario e dequalificato verso la popolazione carceraria (che in Italia, dovrebbe essere molto maggiore di quella attuale, forse di milioni) e verso i flussi migratori (oggi gli immigrati hanno solo diritti e nessun dovere), ovviamente interdizione alla vita pubblica ed economica di moltissi esponenti dell'economia italiana, persone di cui non faccio il nome perchè semprerebbe utopia. 4 Riforma dell'attuale sistema giudiziario che non dovrebbe più essere una specie di esercito ingaggiato per i colpi di stato pro-corruzione (mani pulite fù questo, ed anche la recente caduta di Mastella ne è un esempio...) ed applicazione (e non creazione di nuove leggi) dell'ordinamento penale-civile vigente. Ovviamente questo paese avrebbe bisogno di un bel ripulisti tra parlamentari, senatori, imprenditori, incluse le corporazioni, i monopolisti ...aspettando e sognando che una volta finiti in galera si suicidino sotto il peso della coscienza sporca...
5 Blocco dei finanziamenti UE che finiscono tutti in mano alle mafie.Non tutti sanno che i network dell'interinale sono i principali fruitori dei finanziamenti formativi del Fondo Sociale Europeo. Tutti sappiamo come si sono sempre comportate queste società con i disoccupati e di come siano oggetto di ricatti e vessazioni le persone che si rivolgono a queste agenzie che nulla di utile producono salvo il campare con denaro pubblico comunitario.E' un fenomeno squisitamente italiano dove vede anche la partecipazione di società colluse con le varie mafie.Non esistendo più la vecchia "cassa del mezzogiorno" oggi i FSE vengono usurpati da imprenditori ed affaristi senza scrupoli tra i quali, i gruppi industriali, bancari, finanziari e corporativi che si celano dietro l'interinale, le società di selezione e ricerca del personale e le fatidiche consulting (società di consulenza) anch'esse vincitrici di gare per progetti comunitari di sviluppo e promozione umana, sociale ed economica. 6. Soppressione del sub appalto in qualsiasi forma esistente.Questa proposta è analoga a quella esposta al punto 5. Una percentuale altissima di precari (dai call-center, ai consulenti, agli operai di fabbriche e cantieri, etc...) è alle dipendenze di micro società che operano in regime di sub-appalto, spesso illecitamente e con una stratificazione di 4-5 intermediari prima di arrivare alla società vincitrice della gara.La tragedia della Thyessen Krupp vide come vittime operai reclutati da società in sub appalto. La percentuale delle morti bianche è quasi al 100% di lavoratori reclutati in regime di sub appalto e caporalato!. Tempo fa ho inviato una missiva al Presidente della Repubblica Napolitano chiedendo che venissero avviate delle misure di contenimento e disincentivo della pratica del sub-appalto che vede molte società appartenenti alla criminalità organizzata tra i protagonisti di questo genere di economia perversa. Nessuna risposta ricevuta. Oggi a distanza di un anno da quelle lettera, le lacrime di coccodrillo di Napolitano e dell'ex Capo do Governo Prodi sono una vergogna di cui sono l'attuale classe politica ne deve andare fiera... 7. Riqualificazione degli attuali Centri per L'impiego in strutture di monitoraggio, recupero e formazione permamente dei lavoratori precari, lavoratori maturi, disoccupati cronici. Creazione di un credito formativo abbinato all'erogazione di un sussidio di disoccupazione che copra i periodi di inattività. 8. La mafia delle Agenzie Interinali è uno scandalo che deve finire. Collocano manodopera ricattata e sfruttata oltre ogni misura. Collaborano ufficiosamente con Politici, Assessori e Parlamentari per collocare, tramite votoscambismo, amici ed amici degli amici dei medesimi. 9. Diffidare di coloro che in mala fede parlano di meritocrazia. La meritocrazia ha senso solo se l'individuo viene recuperato ed aiutato nella formazione professionale. E' necessario mettere i lavoratori precari nelle condizioni di formarsi ed essere reinseriti a tempo indeterminato nel ciclo produttivo. 10. Obbligo di trasparenza del mercato del lavoro ed obbligo di selezione e formazione permanente ad esclusivo esercizio dei centri per l'impiego. Basta con la raccomandazione. E' necessario obbligare le aziende ad aprirsi verso il mercato del lavoro e della libera candidatura, le cui prove di ammissione e di eccellenza devono essere certificate ed imposte e verificabili dagli attuali Ispettorati del Lavoro. Nessuna azienda (ad esclusione di quelle a conduzione famigliare) potrà assumere anche un solo dipendente senza avvalersi dei servizi di ricerca e selezione del personale dei Centri per l'impiego. 11. Inserimento nel codice penale del reato di Mobbing e Bulling aziendale. Imporre una trasparenza delle aziende e delle imprese le quali devono essere sottoposte a controlli periodici sulla conduzione del personale. Le aziende accusate di mobbing e demansionamenti finalizzati alle dimissioni devono essere interdette per un minimo di 3 anni dall'assunzione di nuovo personale. 12. Il reato di mobbing deve essere assimilato al reato di associazione per delinquere quando il concorso supera le 3 persone (i mobbers) e devono essere applicati i codici penali per il personale ed i vertici d'impresa coinvolti in tale pratica. 13. Assimilazione della pratica della raccomandazione al reato mafioso e di frode commerciale. 14. Le attuali confederazioni sindacali ed il loro potere corporativo sono la causa primaria della diffusione del lavoro precario oltre che della scarsa o nulla tutela dei lavoratori vittime di mobbing, lincenziamenti ingiustificati e della stessa latitanza nella tutela degli stessi precari. Molti dirigenti di CGIL, CISL e UIL sono azionisti di capitali di importanti agenzie interinali, le quali a loro volta campano con illeciti finanziamenti FSE gestiti oltremodo dalla mafia e dalle principali corporazioni. ATTENZIONE pertanto ai sindacati che sono da molti anni collusi con le aziende e le corporazioni. 15. I conflitti nell'ambiente di lavoro e le pratiche di mobbing potrebbero essere prevenute se venissero istituite delle forme di chiusura consensuale del rapporto di lavoro che prevedano la possibilità di una buona uscita del dipendente constretto alle dimissioni, l'adozione di ammortizzatori sociali e l'indennità di disoccupazione anche per coloro che sono costretti a dimettersi volontariamente e la creazione di un iter formativo di reinserimento a cura dei Centri Per L'impiego (ovviamente non gli attuali centri per l'impiego che non funzionano, collocano meno dei vecchi uffici di collocamento e sono la brutta copia delle agenzie interinali). 16. Stop allo scontro generazionale che vede i 60enni ancora occupati e la loro pensione pagata anche con i contriubuti dei lavoratori precari che la pensione non la vedranno mai. Pertanto, pur esistendo, in Italia, il fenomeno degli Over 40 che vede molti lavoratori maturi disoccupati ed esclusi dal mercato del lavoro, è necessario allineare la soglia pensionistica alla media europea. Come tutti sanno la causa della disoccupazione matura e del precariato giovanile sono i 2 lati della stessa medaglia che vede nel fenomeno della raccomandazione una totale chiusura del mercato del lavoro. Solo rendendolo accessibile a tutti potremo ridurre la disoccupazione giovanile e matura ai limiti fisiologici. 17. Le banche. Il sistema bancario italiano è in buona parte reponsabile del modello di sviluppo volto al precario ed alla povertà imposto ad una parte della società italiana. Le banche non finanziano gli autoimprenditori e quando lo fanno propongono i derivati con gli effetti che tutti sappiamo. Esiste una vergognosa connivenza tra banche, corporazioni e monopolisti (TELECOM,ENEL,FIAT,AGIP,ENI,SNAM,IMPREGILO, MUNICIPALIZZATE, DINASTIE FINANZIARIE COME I BERLUSCONI, PRODI,LA FAMIGLIA MORATTI, BENETTON, ETC.....) che ha creato lo stato di cose attuali e cioè una babele di società organizzate nel meccanismo delle scatole cinesi tutte controllate dai monopolisti di cui sopra e capitalizzate dalle banche italiane. Le banche devono cambiare ed allinearsi agli standard degli altri paesi europei. Questi sono alcuni degli esempi di come sia possibile e necessario intervenire per il recupero di questo disgraziato paese. Ovviamente quanto sopra può concretizzarsi solo nella formazione di un futuro movimento politico dei precari e di un futuro partito dei precari. PRECARI SVEGLIATEVI. Non aspettate che i cambiamenti arrivino da soli! Claudio Larghi claudio-larghi@libero.it
I precari del comune di Milano e Letizia Moratti
Inviato da cl2366 | Novembre 08, '07 @ 23:50
La famiglia Moratti possiede le azioni del gruppo Metis spa (agenzie interinali), il principale fornitore di personale interinale precario alle dipendenze dell'amministrazione comunale. I costi di somministrazione del personale interinale sono superiori alla retribuzione lorda di personale di ruolo. In sintesi il Comune di Milano spende di più con l'ingaggio di personale avventizio precario che con l'assunzione diretta delle stesse persone tramite l'ex art.16 che prevede l'assunzione nominativa senza obbligo di concorso. Come evidente, alla Moratti, come al precedente Albertini conviene mantenere personale precario visti gli interessi personali con il gruppo Metis. Claudio Larghi claudio-larghi@libero.it
precari svegliatevi
Inviato da cl2366 | Ottobre 15, '07 @ 22:25
flessibilità, politica e corruzionemartedì 9 ottobre 2007 flessiblità illegale PRECARI SVEGLIATEVI!!!
In Italia vi sono circa 3.500.000 di precari, circa il 13% della forza lavoro. Questa "forza lavoro" traina il paese. Se tutte queste persone si unissero ed organizzassero tra loro formerebbero una forza di opposizione degna di una forza politica.
Per quale ragione con tanti precari in giro nessuno ci rappresenta e nessun movimento anti precariato (ne esistono, ma sono poco noti, con scarsa visibilità e soprattutto con scarsa volontà di cambiare le cose...) ha mai preso una posizione concreta nella lotta al precariato?.
I motivi sono tanti e la colpa è anche dei precari, troppo illusi, troppo individualisti, molti ancora adolescenziali e scarsamente consapevoli del dramma individuale che stanno vivendo.
Diciamo che noi precari (mi inserisco anche io... anche se le mie battaglie individuali le ho sempre combattute) siamo dei Pollicino inguaribili che abbiamo paura di diventare adulti e preferiamo riamere (pur lamentandoci dalla mattina alla sera) nell'ombra di noi stessi e della famiglia che ancora ci mantiene (finchè ci sono i genitori...).
Del resto in Italia vi sono 35 enni ancora adolescenti che preferiscono lavoricchiare con contrattini a progetto , pagarsi i vizi con le retribuzioni da progetto e passare il resto dell'anno a farsi i "cazzi propri". Vi sono anche precari super sfruttati, logorati, ormai ammalati di nevrosi da superlavoro, da mobbing, da schiavitù, schiavi dei carnefici che li vessano e sottomettono (agenzie interinali, consulting, etc...) che però anzichè esplodere, implodono dentro loro stessi con gravi ripercussioni per la loro salute.
Vediamo, se un precario super incazzato come il sottoscritto riuscirà ad aprire gli occhi ad altri precari ed a farli incazzare altrettanto.
1 PER CHI LAVORIAMO? Risposta: Lavoriamo per servire i dipendenti di ruolo di grandi aziende private e pubbliche. Lavoriamo per loro e smaltiamo le loro pratiche inevase, la loro inefficienza, il loro menefreghismo, il loro fancazzismo. Lavoriamo per i raccomandati che popolano le aziende. Il mercato del lavoro (se non ve ne siete ancora accorti) è chiuso e di privilegio dei raccomandati. Voi precari li servite dalla mattina alla sera a titolo quasi gratuito!.
Non basta?.
2 CHI SONO I NOSTRI DATORI DI LAVORO?. Risposta: Principalmente le agenzie interinali e le società di consulenza, a volte le cooperative (molte di queste "entità" nascondono anche attività di riciclaggio e capitalizzazione di organizzazioni mafiose e criminali). Pochi forse sanno che queste società che operano nel settore del lavoro flessibile sono gestite e di proprietà di politici locali e parlamentari, di assessori, di imprenditori (tramite il sistema della scatole cinesi) . Queste società operano quasi sempre in sub-appalto per conto di società più importanto (ENEL,TELECOM,TRE,VODAFONE,TIM,INFOSTRADA,AGIP,SNAM,BANCA INTESA,MEDIOLANUM,MEDIASET,società assicurative, finanziarie e colossi dei servizi avanzati come Hewelett Packard, IBM, Microsoft etc...) Ovviamente l'elenco è molto più esteso perchè include numerose coop italiane e molte aziende gravitanti attorno a personaggi del calibro di PRODI, FORMIGONI,BERLUSCONI SILVIO e PAOLO, FASSINO, D'ALEMA ,etc...).
3 CHI FINANZIA LE AGENZIE INTERINALI, LE COOP E LE SOCIETA' DI CONSULENZA?. Risposta: Diciamo che sono controllate dalle aziende sopra elencate. Sono però (e qui nasce la vergogna) finanziate dai fondi FSE destinati ai progetti di sviluppo umano e territoriale. Tutti però sappiamo che le interinali, le cooperative e le consulting non promuovono lo sviluppo sociale, semmai generano schiavitu'. Non è un caso che l'ON del Ministero di Grazia e Giustizia, Mastella vuole trasferire il Magistrato De Magistris che ha condotto indagini sull'utilizzo illecito dei fondi FSE da parte di agenzie interinali come OBBIETTIVO LAVORO e WORKNET per favorire l'assunzione di precari raccomandati (grazie al meccanismo del voto di scambio) nei ministeri. Ciò che De Magistris ha scoperto non è che la punta d'iceberg di come operano le agenzie interinali in tutto il territorio italiano.
Come avrete capito essere precari significa essere oggetto di baratto politico oltre che di schiavitù e di ricatto.
Precari svegliatevi!
Il Pacchetti TREU del 1997 e la Legge 30 (DLS 276) non sono nati per permettere flessibilità e competizione.
Sono state concepite per favorire il voto di scambio in cambio del ricatto dell'assunzione indeterminata.
Ovviamente la Treu e la Biagi sono state anche concepite per permettere a compiacenti società di intermediazione (interinali, coop e consulting) di mettere le mani su tanto denaro pubblico e privato (accumulato in regime di monopolio) tramite il meccanismo del sub-appalto e della vergognosa corsa al ribasso delle gare d'appalto, corsa vinta dalle società che quotano i costi di servizio più bassi grazie al crollo del potere salariale e contrattuale dei precari.
Ovviamente la corsa al ribasso è solo apparente e resa possibile dalla violazione dei contratti d'appalto vinti, violazione attuata inserendo, illecitamente, ulteriori società operanti in sub-appalto. Cosi' facendo in una sola gara vinta si insinuano numerose altre società controllate dalla società appaltatrice, rubando, nei fatti, le retribuzioni ed i profitti prodotti dai consulenti e lavoratori precari reclutati dalla società in sub-appalto.
Il meccanismo è semplice: se la società che indice la gara, per esempio, l'IBM, riceve, 500.000 euro dalla società committente (per esempio il ministero dell'interno), la stessa IBM, sub-appaltando distribuirà oneri ma anche profitti alle società controllate sub-appaltatrici. Come se non bastasse.... se l'IBM, o HP dichiarano di spendere 250.000 euro in risorse umane, in realtà ne spenderanno molti meno (ma nel contratto ne preventiveranno molkti di più) poichè solo l'ultima società sub-appaltatrice dovrà retribuire realmente i consulenti.... le altre introiteranno invece i profitti del sub appalto, ripartiti di livello in livello. Come evidente, la Legge 30 è nata proprio per permettere questo. Se non siete ancora convinti... aggiungerò un altro aspetto. L'evazione fiscale. Come anche i gatti sanno... se una società appaltatrice vince una gara ed il contratto di fornitura prevede al massimo un sub-appaltatore, solo questi potrà ufficialmente fatturare per la partecipazione alla commessa. Come spesso accade il sub-appaltarore inserisce altre società intermediarie (molte di queste intestate a parlamentari, deputati, assessori, imprenditori, il tutto nel classico meccnismo delle scatole cinesi ...) che non compariranno nel capitolato della commessa e che nei fatti non dichiareranno mai al fisco i profitti derivanti dalla loro intermediazione (solo nei fatti, poichè solo l'ultima società offrirà realmente servizi, le altre sono "integrate" e controllate nei servizi del sub-appaltatore principale).
4 Le Agenzie Interinali, le Coop e le consulting sono competitive e permettono risparmi alle aziende?
Risposta: No, il contrario. Maggiore è il numero degli intermediari, maggiore è il costo del capitolato offerto dai medesimi intermediatori. Pertanto l'utilizzo di consulenti precari non permette risparmio ai clienti, semmai gonfia i costi a dismisura.
Perchè, allora, si ricorre ai precari?.
Oltre ad evidenti motivi di sfruttamento e di facile liquidazione del lavoratore precario si deve aggiungere la colossale frode commessa dalle aziende sopra elencate (l'elenco è però molto più esteso) nei confronti del FSE.
Di quanto sopra i principali responsabili sono tutti i partiti, i monopolisti privati e pubblici e tra questi PRODI, BERLUSCONI e buona parte dell'apparato politico istituzionale. Ovviamente molte società sono direttamente legate ad organizzazioni mafiose e criminali di ampio raggio. Altro che sviluppo e modernità!.
Come evidente i motivi di incazzarsi sono tanti....
PRECARI SVEGLIATEVI!!!
Claudio Larghi
claudio-larghi@libero.it
Congratulazioni!
Inviato da cl2366 | Ottobre 12, '07 @ 22:51
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